Parlano tutti del gilet refrigerante di Sinner: quando l'ha indossato e come funziona
Dopo il malore accusato a Parigi, il numero uno del mondo si prepara a Wimbledon con una speciale giacca che aiuta a mantenere bassa la temperatura corporea. Ecco a cosa serve e perché viene utilizzata dagli atleti nelle competizioni più impegnative.

Se giochi a tennis c’è un avversario insidioso anche se ti chiami Jannik Sinner e non temi rivali. Un avversario che non compare in classifica ma che sa metterti in difficoltà nei momenti decisivi, anche quando la vittoria sembra ormai a un passo. È il caldo, che spesso si è rivelato il tallone d’Achille di un fuoriclasse assoluto come il tennista altoatesino. Dopo l’uscita di scena a Parigi, il numero uno al mondo è tornato ad allenarsi in vista di Wimbledon con un gilet refrigerante, una sorta di giacca dotata di elementi raffreddanti pensata per ridurre il carico termico prima dell’attività fisica. Allo Slam londinese (al via lunedì 29 giugno) Sinner si presenta da campione uscente: un anno fa lo storico trionfo dell’azzurro, che ora proverà a difendere il titolo.
Una vittoria convincente contro il britannico Norrie in un match d’esibizione sull’erba dell’Hurlingham Club a Londra e tutta una serie di accortezze mirate anche per affrontare il grande caldo che sta interessando tutta Europa, Londra compresa. Agli australiani di Stan Sport, Sinner è tornato anche sull’episodio di Parigi, quando il caldo aveva inciso sulla sua condizione fisica, ammettendo di non aver ancora chiarito del tutto l’origine di quel malore: «È difficile da dire. Dopo Parigi abbiamo approfondito tutto, cercando di capire se sarebbe successo lo stesso se non avessi giocato un paio di tornei prima. Non lo sappiamo, alla fine ogni giorno è diverso e se fai un paio di cose sbagliate in alcuni giorni ne paghi il prezzo». E ancora: «Avremmo potuto sicuramente gestire meglio un paio di cose, ma mi ricordo anche di aver fatto una stagione incredibile fino a questo momento». Una striscia di successi interrotta da quel crollo, che ha riacceso l’attenzione sulla gestione delle energie e delle condizioni esterne. Ora però si riparte: c’è Wimbledon e Sinner proverà ancora a lasciare il segno.
Durante gli allenamenti, oltre al ghiaccio sulla testa, ecco allora il gilet refrigerante da indossare solo durante le pause per riprendersi dalle fatiche. È una soluzione già sperimentata soprattutto nel ciclismo e in alcuni sport legati ai motori: il gilet ha il merito di assorbire il calore e aiutare a mantenere la temperatura corporea più stabile. Raffreddando soprattutto il tronco, il corpo può accumulare calore più lentamente nelle fasi iniziali dello sforzo. Studi pubblicati su riviste come il British Journal of Sports Medicine e il Journal of Applied Physiology mostrano che queste strategie possono migliorare la tolleranza al caldo e, in alcuni casi, anche la prestazione negli sport intermittenti come il tennis. Nel tennis, infatti, il tema è particolarmente rilevante: le partite possono durare ore, alternando scambi intensi e pause ai cambi campo. Proprio queste interruzioni permettono agli atleti di utilizzare strategie di raffreddamento e recupero per limitare l’accumulo di calore. Il gilet refrigerante racconta allora qualcosa che va oltre la tecnologia applicata allo sport. Anche il campione abituato a dominare il campo deve fare i conti con un elemento che non si può comandare: il caldo e, più in generale, gli agenti atmosferici. La vittoria non nasce soltanto dal talento, ma anche dall’umiltà di conoscere sé stessi. Perché nessun campione è una macchina. E ogni successo nasce sempre dal riconoscere i propri limiti e dal lavoro quotidiano per migliorarsi.
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