sabato 15 dicembre 2018
Salvini tranquillizza Di Maio: rispetteremo contratto di governo. Ma, dopo Giorgetti, è Garavaglia a riaprire il fuoco: auto o no, noi contro tutte le tasse. Dall'Orco (M5s): bonus imprescindibile
Lega-M5s, prove di pace sul reddito. Ma scoppia la grana ecotassa

Sul reddito di cittadinanza la maggioranza si ricompatta. Ma si apre un altro fronte, quello dell'ecotassa. Dopo le dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, che ieri aveva definito il reddito di cittadinanza un possibile incentivo al lavoro nero, oggi interviene il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini a correggere il tiro. «Quello che c'è nel contratto io lo rispetto perché siamo uomini di parola», ha riposto a chi lo incalzava sull'argomento.

Quindi, gli è stato chiesto non è d'accordo con Giorgetti? «Io sono d'accordo con quello che abbiamo firmato». Poche ore prima l'altro vicepremier, il pentastellato Luigi Di Maio aveva ribadito: «Io il contratto l'ho firmato con Salvini e nel contratto c'è il reddito di cittadinanza, ci sono le pensioni minime più alte, gli aiuti ai lavoratori, abbiamo limitato i contratti precari». Salvini ha anche fatto una concessione su un tema caro al M5s: le cosiddette pensioni d'oro. «La soluzione la troviamo, le mega pensioni non coperte da contributi avranno un sacrificio, le altre coperte da contributi non si toccano».

A riaprire il contenzioso nella maggioranza ci pensa allora il sottosegretario all'Economia Massimo Garavaglia: «Come governo diciamo no a qualsiasi nuova tassa, sulle auto come su altro. Se gli amici del M5s trovano altre coperture per gli incentivi siamo ben contenti», ha detto a margine dei lavori della commissione Bilancio del Senato sulla manovra. Immediata, nella stessa sede, la reazione del sottosegretario ai Trasporti Michele Dell'Orco (M5s).

«Il bonus per le auto elettriche è una misura imprescindibile, deve rimanere e le risorse di copertura da qualche parte ci devono essere», ribadisce. «Il malus non è una nuova tassa e comunque la nostra intenzione è non toccare le utilitarie. Stiamo cercando di rivedere il malus: arriverà una riformulazione del governo», spiega.


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