domenica 23 ottobre 2016
​Continuano le indagini dei magistrati e degli ispettori inviati dal ministero per far luce sulla morte della giovane donna e dei due bimbi che portava in grembo.  
Madre morta coi gemelli, martedì l'autopsia
Un fiume di persone che non sembra potersi arrestare quello che si registra ormai da giorni a casa della famiglia di Valentina Milluzzo, la 32enne morta domenica scorsa all’ospedale “Cannizzaro” di Catania insieme con i due gemellini che portava in grembo da cinque mesi. A Palagonia, noto centro agricolo del Catanese, il cordoglio è unanime e tra le gente si respira un clima di profonda mestizia. In pochi rivolgono il pensiero all’attività della magistratura, partendo dal dato che ormai nulla e nessuno potranno fare tornare Valentina e i suoi figli. Gli inquirenti, comunque, continuano a svolgere il loro lavoro, parallelo per certi versi a quello degli ispettori inviati dal ministero della Salute. Sul fronte della magistratura ogni commento è all’insegna della massima cautela. Atto dovuto, è stato ribadito dal Palazzo di giustizia catanese, quello di sottoporre a indagine i 12 medici in forza al reparto di Ostetricia e Ginecologia, diretto da Paolo Scollo, a sua volta rimasto fuori dalla mischia perché assente, al pari di un altro medico, Emilio Lomeo. «Dobbiamo capire – ha osservato il procuratore capo di Catania, Carmelo Zuccaro – se questo risultato infausto è da ascrivere o meno a comportamenti concreti che sono stati posti in essere dai medici nella vigilanza sulla salute dei nascituri e della paziente». Tra venerdì e sabato gli ispettori inviati dal ministero della Salute hanno avuto modo di interrogare alcuni dei medici indagati, non tutti, anche perché uno di loro si trova fuori sede.  Nessuna indiscrezione è trapelata, se non che il clima non sembra essere quello di “caccia alle streghe”. Tra l’altro, lo stesso avvocato Salvatore Catania Milluzzo, che assiste i familiari della sfortunata Valentina, aveva lanciato un appello ad abbassare i toni, senza però tornare indietro rispetto al presunto diniego di procedere con l’aborto cosiddetto terapeutico da parte del medico tra le cui braccia la donna è spirata. Di fatto, tutti i medici in organico al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale “Cannizzaro” di Catania sono obiettori di coscienza. Ma questa circostanza nulla c’entra con la tragica vicenda, come è stato messo in chiaro dallo stesso procuratore. Gli elementi più rilevanti, comunque, saranno quelli che emergeranno martedì prossimo dall’esame autoptico, al quale parteciperà un folto gruppo di consulenti, considerato che ogni indagato può nominarne uno e altrettanto faranno i familiari della vittima. La Procura, inoltre, nominerà un collegio di esperti provenienti da fuori Sicilia. Solo dopo questo adempimento potranno essere celebrati i funerali di Valentina, previsti nella chiesa di San Giuseppe a Palagonia già per martedì scorso e, poi, rinviati dopo il sequestro della salma.
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