L'appello. Le associazioni anti-azzardo: non limitare poteri di Comuni e Regioni


Alessia Guerrieri martedì 23 maggio 2017
Documento in sette punti irrinunciabili in vista della Conferenza Stato-Regioni del 25. Tra le richieste, stop alla pubblicità, a nuove strutture di gioco e trasparenza nei dati su flusso di denaro
Le associazioni anti-azzardo: non limitare poteri di Comuni e Regioni

Nessuna limitazione ai poteri di Comuni e Regioni, divieto assoluto di pubblicità, stop ad ogni tipo e struttura di gioco d’azzardo. È un appello in sette punti quello di Associazioni e movimenti anti-azzardo, in vista della conferenza Stato-Regioni di giovedì 25 maggio in cui dovrebbe passare al vaglio il testo del governo sul “riordino” del sistema del gioco d’azzardo in Italia. Un documento ­- firmato dalla Consulta nazionale antiusura, Insieme contro l'azzardo, Caritas Italiana, Campagna Mettiamoci in gioco , Forum Associazioni Familiari, Movimento No Slot, Movimento Slot Mob, Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, Azzardo e nuove dipendenze, Associazioni genitori scuole cattoliche – in cui vengono indicati alcuni punti «inderogabili».

I sette punti

Primo presupposto: «Ogni intervento nel settore dell’azzardo deve mirare a ridurre non solo l’offerta ma anche il consumo di gioco d'azzardo». Poi ancora: «La pubblicità al gioco d’azzardo va, quindi, rapidamente estinta in maniera assoluta con l’impegno - viene sottolineato nell’appello che ha come primo mittente il presidente della Consulta nazionale antiusura monsignor Alberto D’Urso ­- a discutere in Aula e approvare i progetti di legge presentati in tal senso alle due Camere da oltre 200 parlamentari». Terzo riferimento irrinunciabile il fatto che «la giurisprudenza favorevole a Comuni e Regioni deve tradursi in un concreto, esplicito e incondizionato riconoscimento agli Enti locali di totale autonomia potestà regolamentare e legislativa in materia». E avanti senza indugi con Aziende sanitarie che «devono dispiegare l’offerta di presa in carico terapeutico e predisporre la sorveglianza sanitaria su tutti i locali dove si esercita gioco d’azzardo». Le associazioni, inoltre, chiedono anche la «moratoria integrale di ogni tipo e struttura di nuovi giochi d’azzardo», come pure la messa a disposizione di «comuni, Asl, cittadini, ricercatori, i dati - scorporati per tipologia, provincia e città - dei flussi di denaro a oggi movimentati dall'azzardo». Così come «l’articolo 14 della legge antiusura va esteso rapidamente anche alle persone fisiche, a cominciare dalle vittime di usura connessa alla dipendenza da gioco d’azzardo».

L’emendamento

Nello stesso giorno dell’appello, il governo presenta l’emendamento alla manovra con cui prevede il taglio complessivo del 30% delle slot entro il 2018, ma con l’obiettivo che sarà raggiunto in due tappe. Entro la fine del 2017 le macchinette dovranno diminuire del 15% (a non più di 345mila) ed entro il 30 aprile del prossimo anno dovranno essere al massimo 265mila, raggiungendo perciò la
riduzione del 30%. Entro luglio prossimo il ministero dell’Economia, stando alla proposta depositata in commissione Bilancio della Camera, dovrà indicare le modalità di taglio

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