mercoledì 13 giugno 2018
Il ministro dell'Interno Salvini contrattacca in Senato sul caso della Aquarius respinta dai porti italiani. Intanto il ministro dell'Economia Tria ha annullato l'incontro con il suo omologo francese
Il presidente Macron (Lapresse)

Il presidente Macron (Lapresse)

«È tempo che gli Stati tornino a fare gli Stati, è inaccettabile che siano associazioni private finanziate da chissà chi a dettare modi e tempi dell'immigrazione». Il ministro dell'Interno Matteo Salvini nella sua informativa al Senato sulla vicenda di nave Aquarius ribadisce con forza la sua visione del fenomeno immigratorio. Accusando le Ong di muoversi non per salvare vite umane, ma per secondi fini: «Che poi - aggiunge - bisognerebbe vedere da dove arrivano certi finanziamenti, perché quando leggo che dietro ad alcuni c'è la Open Society di Soros mi viene qualche dubbio su quanto sia spontanea questa generosità». E scandisce: «Basta ai bambini che muoiono nel Mediterraneo perché c'è qualcuno che li illude che in Europa c'è posto per tutti».

Salvini non gioca in difesa e usa spesso toni da comizio, più che da ministro. Contraddice la presidente del Senato Alberti Casellati, che invita un senatore a togliere un cartello di protesta: «Ma no, non mi dà fastidio - dice Salvini - lo alzi pure». A chi gli ha ricordato il comandamento evangelico «ama il prossimo tuo» risponde con una sua interpretazione: «Amo le donne e i bambini che fuggono dalla guerre e non vanno mischiati ai clandestini, ma anche i milioni di italiani che hanno perso casa, lavoro e speranza».

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini nell'aula di Palazzo Madama

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini nell'aula di Palazzo Madama

Il ministro ce l'ha anche con i tempi lunghi di esame delle domande di asilo. «Dallo sbarco alla definizione dello status di un richiedente asilo passano tre anni. Troppo tempo». E ripete che i "rifugiati veri" alla fine sono pochissimi: «Nel 2018 ci sono state 42mila domande d'asilo, solo a 7 su 100 viene riconosciuto lo status di rifugiato politico, più un 4% di protezione sussidiaria. La maggioranza delle domande viene respinta perchè non ha fondamento». Dai dati di maggio 2018 del Viminale però emerge che c'è anche un 28% di permessi per protezione umanitaria, quindi sono il 40% le domande accolte. Senza contare i ricorsi, contro cui si scaglia il ministro che parla di «business degli avvocati d'ufficio che fanno milioni di euro alle spalle di questi disgraziati ed occupano i tribunali».

Salvini respinge le accuse di cinismo e disumanità piovutegli addosso in questi giorni da chi ha stigmatizzato un braccio di ferro diplomatico a spese di 626 profughi, lasciati per giorni su una nave sovraffollata. Racconta di come il governo italiano abbia ordinato a due navi militari italiane di affiancare la Aquarius per portare viveri. E dell'offerta di trasbordare e accogliere in Italia le 7 donne incinte e chi avesse avuto bisogno di cure urgenti. Proposta rifiutata dal capitano della Aquarius. La prova, secondo il ministro dell'Interno, «della differenza tra la realtà virtuale raccontata e la realtà reale». E respinge le accuse di isolamento dell'Italia, riferendo di contatti con il suo omologo tedesco sulla necessità di potenziare la protezione delle frontiere d'Europa, così come con i colleghi francese e ungherese.

Salvini replica a Francia e Spagna che hanno criticato la chiusura dei porti italiani: «Non è un derby Italia-Francia. Non è neppure il mondiale, a cui per altro non parteciperemo... Il problema è che la nostra storia di generosità e volontariato non merita di essere apostrofata in quel modo da un rappresentante del governo e spero che la Francia dia le scuse ufficiali nel più breve tempo possibile». E polemizza con la Spagna: mentre la ringrazia per avere aperto il porto di Valencia ricorda che «l'Italia ha accolto 170 mila profughi, la Spagna 16 mila».

Annullato vertice bilaterale con Francia

Intanto il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ha annullato l'incontro che avrebbe dovuto tenersi oggi a Parigi con il suo omologo francese, Bruno Le Maire. La decisione è ovviamente legata alla vicenda della nave Aquarius, dopo le dichiarazioni del presidente Macron sull'Italia cinica e irresponsabile. Le Maire si è detto "rammaricato" per l'annullamento dell'incontro, che è stato comunque rinviato ai prossimi giorni.

Mentre la diplomazia al lavoro, l'Eliseo ha precisato che non ha ricevuto richieste ufficiali di scuse e lo stesso Macron ha replicato: "Se dessi ragione a chi cerca la provocazione" nel rifiutare l'attracco della nave Aquarius, "aiuterei i democratici? Non dimentichiamo chi ci ha interpellati, li conosciamo bene. La vera risposta è nella politica di sviluppo, di sicurezza, di smantellamento delle reti di trafficanti", ha aggiunto.

La Germania: non lasciamo sola l'Italia

Rimane invece confermata la visita al ministro tedesco Olaf Scholz, in programma domani, giovedì, a Berlino. Sulla vicenda migranti è intervenuta, attraverso il suo portavoce, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che ha detto di contare su una "soluzione europea comune nella politica dei rifugiati". "L'Italia per la sua posizione geografica è particolarmente esposta a un numero grande di profughi e di migranti. Noi siamo dell'idea che nessun Paese dovrebbe esser lasciato solo con questo compito".

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