martedì 28 marzo 2023
In volo verso il futuro. Eventi culturali, manifestazioni, mostre e musei aperti per celebrare i cento anni. Guarda il video
Il volo delle Frecce tricolori per i 100 anni dell'Aeronautica Militare italiana

Il volo delle Frecce tricolori per i 100 anni dell'Aeronautica Militare italiana - Ansa/Ufficio stampa Palazzo Chigi

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È una storia di imprese, di record, di successi e di primati, quella della Regia Aeronautica nata il 28 marzo 1923, ma anche di “passione, spirito di squadra e senso del dovere” ha sottolineato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato al generale di squadra aerea Luigi Goretti, capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare. hanno segnato il primo secolo di storia dell'Aeronautica Militare. Il Capo di Stato ha assistito alla cerimonia dei “cento anni” sulla Terrazza del Pincio a Roma.

Il pensiero di Mattarella è andato “agli aviatori caduti nell'adempimento del proprio dovere” e alle famiglie del maggiore Fabio Antonio Altruda, del colonnello Giuseppe Cipriano e del tenente colonnello Marco Meneghello, recentemente scomparsi in tragici incidenti aerei, nello svolgimento dell'incarico assegnato”. Dalle origini del volo alla conquista dello spazio, dalle attività pionieristiche a quelle tecnologicamente più avanzate, attraverso gesta eroiche come quelle degli assi della Prima guerra mondiale gli uomini e le donne dell'Aeronautica Militare ha segnato le vicende del Paese.

Sono episodi come quelle di Mario Calderara, amico dei fratelli Wright e brevetto di volo numero 1, ad affascinare grandi e piccini, appassionati di aviazione e non solo. Pensare che all’aeroporto di Centocelle, a Roma, nel 1909, un italiano volò insieme a uno degli inventori del “più pesante dell’aria” resta una pietra miliare nella storia del nostro Paese che durante la Grande Guerra vide assi come Francesco Baracca, Pier Ruggero Piccio, Fulco Ruffo di Calabria e tanti altri scrivere pagine di coraggio nel segno del “cavallino rampante” che ancora oggi è impresso nella Ferrari e nei velivoli del 4° Stormo Caccia.

Sulla scia di questi eroi del quotidiano Arturo Ferrarin e Guido Masiero, qualche anno prima della nascita della Regia Aeronautica, il 15 febbraio 1920, compirono la trasvolata Roma-Tokyo. Un’impresa incredibile: a bordo di un aereo dalla struttura in legno, con fusoliera rivestita di compensato, e ali di tela (Ansaldo SVA-9), avevano volato dall’Italia al Giappone in 19 tappe, 18mila chilometri e 109 ore di volo.

Due anni dopo la nascita della forza armata il 20 aprile 1925 Francesco De Pinedo con un SIAI S.16 battezzato "Gennariello" volò da Sesto Calende con destinazione Melbourne e Tokyo e ritorno. Un’impresa che venne immortalata sulle copertine dei quotidiani nazionali che narrarono i 202 giorni di crociera in 80 tappe e 55mila km per 370 ore complessive.

Pagine memorabili furono scritte dagli idrocorsa, dal 1926 al 1934. Un’epopea raccontata nei libri e in fumetti. L’ultima, in ordine cronologico, la collana di dodici volumi di tavole e disegni pubblicata dall’Ufficio Storico dell’Aeronautica Militare, diretto dal colonnello Gerardo Cervone.

Un’epopea, quella degli idrocorsa e del Reparto Sperimentale Alta Velocità nato nel 1928 con base all'idroscalo di Desenzano, ancora oggi oggetto di video giochi e giochi da tavolo che hanno come protagonisti piloti e aerei che parteciparono alla Coppa Schneider negli anni in cui le industrie come Fiat e Isotta Fraschini venivano incoraggiate a sviluppare linee di motori molto performanti con l’obiettivo di arrivare a grandi risultati e ricadute per l’economia.

Anche per questo resta emblematica la vittoria di Mario De Bernardi alla Coppa Schneider del 1926 su Macchi M.39 e la conquista del record di velocità il 23 ottobre 1934 del maresciallo Francesco Agello su MC. 72 alla velocità di 709,202 Km/h, superando il suo stesso record registrato un anno prima (aprile 1933) di 682,068 Km/h

Poi vennero gli anni dei primati di distanza raggiunti il 5 Luglio 1928 da Arturo Ferrarin e da Carlo Del Prete che ai comandi del Savoia-Marchetti volarono in linea retta volando per 7.188 km da Montecelio (Roma) fino a Port Natal, in Brasile.

Tutto questo senza dimenticare le due esplorazioni in dirigibile del Polo nord, compiute nel 1926 a bordo del dirigibile “Norge” e nel 1928 a bordo del dirigibile “Italia” da Umberto Nobile. Quest’ultima finita in tragedia con i drammatici giorni della “tenda rossa”.

Dalle imprese individuali si passò alle “crociere di massa”, quelle del Mediterraneo orientale (1928) e occidentale (1929), la prima trasvolata dell’Atlantico (1930-1931). Un successo che lanciò il progetto analogo della Crociera del decennale della costituzione della forza armata: la trasvolata dell’Atlantico fino agli Stati Uniti. Il 1° luglio 1933 una formazione di 24 idrovolanti S.55X comandata da Balbo decolla da Orbetello per raggiungere New York diciotto giorni più tardi.

Anni in cui, propaganda di regime a parte, l’Italia conquistò un posto di rilievo nell’aviazione non solo militare, ma soprattutto civile. C’erano rotte commerciali da percorrere, viaggi da affrontare e mete da raggiungere e il mezzo aereo poteva diventare fattore di collegamento e mobilità. Una stagione, però, destinata a non andare avanti per via dello scoppio della Seconda guerra mondiale e dell’ingresso dell’Italia nel conflitto il 10 giugno 1940.

L’ultimo primato rilevante fu quello di quota del 22 ottobre 1938 venne messo a segno dal tenente colonnello Mario Pezzi, a bordo del velivolo Caproni Ca.161, detenuto sino a quel momento dagli inglesi. Salì fino a 17.083 metri di quota. Tale primato rimase imbattuto fino al 1995 per la categoria velivoli ad elica. Il velivolo fu messo a punto dal "Reparto Alta Quota", ente istituito dall'Aeronautica qualche anno prima per studiare le condizioni del volo stratosferico.

Il dopoguerra fu tutto in salita, ma l’Aeronautica Militare accettò ogni sfida, presente nei contesti nazionali e internazionali, accanto la popolazione a seguito di terremoti e calamità naturali oppure nelle operazioni di pace sotto l’egida Onu come nel caso del 1961 e dell’eccidio di Kindu, in cui persero la vita 13 aviatori italiani impegnati in missione di pace.

Gli anni della “guerra fredda” non furono facili, poi il crollo del muro di Berlino nel 1989 aprì nuovi scenari. L’Italia e l’Aeronautica Militare venne chiamata a svolgere compiti di vigilanza e di protezione dello spazio aereo nazionale e di quello di Paesi alleati.

Episodi ricordati dal Presidente della Repubblica Mattarella nel messaggio del 28 marzo 2023: “La partecipazione a numerose missioni internazionali di pace sotto l'egida delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea, la ricerca ed il soccorso a favore delle popolazioni civili in caso di calamità naturali, i trasporti sanitari e in alto-biocontenimento, l'impiego degli aeromobili a pilotaggio remoto, l'assistenza del traffico aereo, la meteorologia, la solidarietà e l'impegno nel sociale, l'abilità delle Frecce Tricolori, sono tutte pagine di storia di assoluto valore” ha sottolineato Mattarella.

E poi “la continua ricerca nel campo scientifico e tecnologico ha consentito all’Aeronautica Militare, in stretta sinergia con tutte le altre componenti della Difesa, di concorrere nell’ambito aerospaziale, in modo qualificato e prezioso, alla sicurezza nazionale ed internazionale – ha aggiunto il Capo dello Stato -. Con gratitudine esprimo apprezzamento per l’instancabile impegno profuso durante la pandemia, per la tempestività dei contributi in sostegno del popolo Ucraino e per il supporto fornito alle popolazioni vittime di calamità naturali, come in Turchia e Siria, devastate dal recente terremoto”.

Episodi quotidiani di una storia lunga un secolo che quest’anno anche attraverso film, libri, fumetti, manifestazioni ed eventi vuole ancora una volta sottolineare il senso di una “squadra che vola” al servizio della comunità e del bene comune.


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