Napoli, sei nuovi chioschi per fare comunità: così piazza Garibaldi prova a cambiare volto
di Antonio Fera
Dallo street food sociale ai prodotti delle filiere etiche, dagli spazi culturali ai servizi per i turisti. Inaugurate le strutture del progetto Bella Piazza

Per anni sono rimasti chiusi, quasi invisibili nel cuore della piazza più attraversata della città. Lo scorso 28 maggio, invece, le saracinesche si sono alzate una dopo l’altra e piazza Garibaldi ha aggiunto un nuovo tassello al lungo percorso di riqualificazione che prova a cambiarne il volto. I sei chioschi dell'area nord sono entrati finalmente in funzione, completando un progetto rimasto a lungo incompiuto dopo il rifacimento della piazza. All'inaugurazione erano presenti il sindaco Gaetano Manfredi, il presidente della Fondazione Con il Sud, Stefano Consiglio, e la coordinatrice del progetto Elena De Filippo della cooperativa sociale Dedalus. Con i due presìdi già esistenti – la Portineria Garibaldi e il punto delle forze dell'ordine – si completa ora il sistema degli otto spazi pensati per animare l'area con attività sociali, culturali ed economiche.
Servizi, inclusione e lavoro
La scommessa è quella di riportare persone e relazioni in un luogo che ogni giorno accoglie migliaia di viaggiatori ma che continua a convivere con fragilità e criticità. Non soltanto commercio, dunque, ma servizi, inclusione e iniziative rivolte a chi la piazza la attraversa, la vive o vi lavora. Nei nuovi chioschi troveranno spazio attività molto diverse tra loro: Dedalus ha realizzato uno spazio di street food dove cucina napoletana e sapori internazionali diventano occasione di incontro e inserimento lavorativo per giovani e donne; la cooperativa Eva promuoverà prodotti artigianali legati a percorsi di autonomia femminile e al contrasto della violenza di genere; Terre Future proporrà prodotti provenienti da filiere etiche e beni confiscati alle mafie. Accanto a queste esperienze ci saranno anche iniziative culturali e sociali. La Fondazione Rut ha aperto uno spazio dedicato alla lettura, agli incontri e alle attività di comunità, con attenzione anche alla cura dell'area verde circostante. NEST Napoli Est Teatro ed Est(ra)Moenia porteranno spettacoli, laboratori e appuntamenti culturali, mentre Temi Spa gestirà il servizio logistico Comebag, dedicato ai bagagli e al supporto dei flussi turistici.
La sfida della sicurezza passa dalla presenza
«Per rendere piazza Garibaldi più sicura e vivibile è fondamentale che sia vissuta dalle persone», ha spiegato il sindaco Manfredi durante la visita agli spazi. «Avere chioschi aperti, con una funzione sociale e attività rivolte ai cittadini, significa rendere la piazza nuovamente viva e proseguire il percorso di riqualificazione dell'intera area». L'obiettivo dichiarato dall'amministrazione è quello di estendere progressivamente la presenza di attività anche nelle ore serali, utilizzando la cavea della piazza per eventi e iniziative capaci di presidiare uno dei luoghi più delicati della città.
Un percorso costruito dal basso
Dietro l'inaugurazione c'è un percorso iniziato diversi anni fa e costruito attraverso il confronto tra associazioni, cooperative, comitati di quartiere e imprenditori. Un cammino che ha portato alla definizione di un modello di gestione condivisa dello spazio pubblico. «Tre anni fa sembrava un progetto impossibile», ha ricordato Stefano Consiglio, presidente della Fondazione Con il Sud. «C'erano scetticismo e catastrofismo. Oggi questi chioschi rappresentano un presidio importante – ha aggiunto Consiglio –. Resta ancora molto da fare, ma questa esperienza dimostra che la partecipazione può produrre cambiamenti concreti». Per Elena De Filippo il valore dell'iniziativa sta soprattutto nel metodo adottato: «Non ci è stata semplicemente affidata una piazza, ma è stato costruito un processo di co-gestione pubblico-privato. Oggi più di cinquanta organizzazioni sostengono questo percorso con l'obiettivo di restituire piazza Garibaldi alla città, a chi ci vive, a chi ci lavora e a chi arriva a Napoli».
Oltre i chioschi, una nuova idea di piazza
È una sfida che parte da uno dei luoghi più simbolici e complessi del capoluogo campano. Da sempre porta d'ingresso della città, piazza Garibaldi continua a essere uno spazio attraversato da contraddizioni, marginalità e grandi flussi di persone. L'idea di Bella Piazza è che la sicurezza non passi soltanto dai controlli, ma anche dalla presenza quotidiana di attività, servizi e relazioni. Per questo i nuovi chioschi non sono soltanto strutture commerciali: sono il tentativo di trasformare spazi rimasti inutilizzati in luoghi abitati. Un passo piccolo rispetto alle dimensioni delle sfide aperte, ma significativo per una piazza che prova ancora una volta a reinventarsi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire 



