Musica contemporanea, il Conservatorio di Milano apre un nuovo “bosco” a Rogoredo

Il polo aprirà nel 2028: ospiterà aule, laboratori e studi di registrazione dedicati al jazz al rock, un auditorium da 400 posti e un campus da 210 posti
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October 21, 2026
Musica contemporanea, il Conservatorio di Milano apre un nuovo “bosco” a Rogoredo
Il coro del Conservatorio alla cerimonia di posa della prima pietra / FOTOGRAMMA
Un nuovo bosco sta per sorgere a Rogoredo, e sarà dedicato alla musica contemporanea. Si entrerà da via Francesco Pizzolpasso e via Rogoredo, nel cuore di quello che era l’antico borgo alle porte di Milano, poi inglobato nel capoluogo lombardo nel 1923: è qui che si trovano gli ingressi che portano al Bosco della Musica, sede distaccata del Conservatorio Verdi. Ieri è avvenuta la cerimonia di posa della prima pietra di quello che sarà un innovativo campus-conservatorio, il primo in Italia. L'apertura è prevista per l’anno accademico 2028-2029.
La sede comprende quattro edifici, tra cui la palazzina ex Chimici, memoria industriale di Rogoredo, che accoglieranno studenti italiani e stranieri, docenti, interpreti e ospiti internazionali. L’obiettivo è ampliare l’offerta formativa del Conservatorio, che dal 1808 ha sede nell'ex convento annesso alla chiesa di Santa Maria della Passione: qui rimarranno gli uffici, la direzione e vi si continuerà ad insegnare la musica classica. Una curiosità: nonostante l’istituto sia intitolato a Giuseppe Verdi, furono proprio i suoi professori a non farvi ammettere il giovane musicista nel 1832, con la scusa che aveva superato i limiti di età e per una errata postura della mano (solo dopo la sua morte, nel 1901, gli verrà intitolato).
Con un investimento complessivo da 61,6 milioni di euro, il Bosco della Musica accoglierà il dipartimento dei nuovi linguaggi musicali - jazz, pop-rock ed elettronica - oltre ai corsi di musicoterapia e al dottorato in Musica, Arti performative e Stem, ovvero le materie scientifiche, in un'area di ben 13mila metri quadrati. Previsto anche un campus che ospiterà inoltre un auditorium da 400 posti ad acustica variabile e immersiva, adatto a ogni repertorio e pensato per accogliere grandi interpreti e produzioni, sul modello della sala Verdi nella sede storica. Ci saranno anche sale di ripresa e registrazione, laboratori di musica elettronica dotati di tecnologie d’avanguardia, e una residenza da 210 posti per studenti e docenti fuori sede, con canoni (si spera) inferiori a quelli del mercato milanese. Il nuovo campus, infine, permetterà di liberare gli spazi nella storica sede che potranno essere ripensati in modo più funzionale. Allo stesso tempo ci sarà una ricaduta positiva per il quartiere di Rogoredo (noto ormai alle cronache per il bosco della droga) ma anche per le sue associazioni e le altre realtà della zona.
Per il sindaco Giuseppe Sala, il progetto «dimostra che Milano nelle difficoltà rilancia e ricomincia, va avanti». La Regione Lombardia «ha riconosciuto in questo progetto qualcosa di grande valore: è un campus aperto alla comunità, sarà un elemento di coesione sociale», ha aggiunto il governatore Attilio Fontana. «Dal 1808 il Conservatorio forma e attrae talenti da Giacomo Puccini in poi – ha detto il presidente dell'istituto Giovanni Fosti –. Ora si rinnova con due sedi, una dedicata alla musica classica e una qui dove si lavorerà su nuovi linguaggi musicali». «Mi impressiona di Milano questa capacità di andare avanti e rinnovare», ha dichiarato l’arcivescovo Mario Delpini durante la benedizione della posa della prima pietra. Progetti come questo, ha aggiunto, mostrano «una eccellenza e capacità di guardare al futuro. Milano ha questa capacità: si rende attraente, ma nello stesso tempo però c’è una dinamica dei prezzi delle case che rischia di rendere questa attrattività inaccessibile. Milano contiene anche principi di disgregazione e di presenze inquietanti. C’è un principio di disgregazione in ogni attività umana se prevale l’aspetto più irrazionale – ha concluso – ma una scuola di musica è un principio di comunità».

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