La Gen Z alla prova sostenibilità: «Ambiente e sociale insieme»
Secondo un'indagine, sette giovani su dieci utilizzano l'IA e il 60% è disposto a spendere di più per acquistare prodotti sostenibili

Speranzosi e disillusi. La Generazione Z è quella più sensibile alle tematiche ambientali, che adotta i comportamenti più virtuosi, e allo stesso tempo più della metà di chi appartiene a questa generazione pensa che gli obiettivi di sostenibilità siano destinati a non essere realizzati. È quella che riconosce più di tutte che gli impatti ambientali della tecnologia siano gravi tanto quanto quelli associati ai combustibili fossili o alla deforestazione, ma che allo stesso tempo fa un uso dell’Intelligenza Artificiale superiore al resto della popolazione.
A tracciare questo quadro è l’Osservatorio Giovani & Sostenibilità promosso da Angelini Industries, in collaborazione con Quorum/YouTrend e CSA Research, che per questa terza edizione ha scelto di focalizzarsi sugli impatti della tecnologia in termini di sostenibilità e di includere anche uno spazio dedicato alla Generazione Alpha, ovvero i nati a partire dal 2010. Una cosa emerge molto chiaramente dallo studio: per i giovani sostenibilità non è solo ambiente. Le tematiche legate al clima non possono essere affrontate senza includere politiche in ambito sociale e di sviluppo. Tutti e tre gli aspetti devono essere tenuti in equilibrio e nessuno ha priorità sugli altri. Secondo la rilevazione, più di un giovane su tre (il 36%) ritiene che agire per la sostenibilità significhi promuovere congiuntamente tutela ambientale e benessere sociale. Una crescita di 8 punti percentuali rispetto alla precedente edizione dell’Osservatorio, quando si attestava al 26%. E allo stesso tempo la percentuale di ragazzi che legge la sostenibilità in chiave di impegno per l’equità sociale e il contrasto delle disuguaglianze è salita dal 13% al 20%.
Quella degli Under30 rimane la fascia di popolazione più attenta anche alle abitudini di spesa. La percentuale di giovani che si dichiarano disposti a pagare un po’ di più, a parità di qualità, per un prodotto veramente sostenibile si attesa sul 60% contro il 42% del resto della popolazione. Anche per quanto riguarda il boicottaggio verso marchi ritenuti iniqui lo scarto generazionale è notevole: il 47% degli Under 30 dichiara di averlo fatto, contro il 35% degli Over 30. In generale, il 42% di loro è convinto che spetti proprio alle nuove generazioni dare l’impulso maggiore alla sostenibilità, e per questo non si tirano indietro, nonostante una disillusione abbastanza diffusa.
Per quanto riguarda l’ambito della tecnologia, nonostante il 36% degli intervistati ritenga fondamentale puntare su un’adozione responsabile dell’IA, ben 7 giovani su 10 confermano di utilizzarla spesso o qualche volta: una quota decisamente superiore rispetto al resto della popolazione, dove la percentuale di adozione non supera il 42%. Curioso, però, che coloro che ne fanno un uso personale, ad esempio per ricevere consigli, siano meno rispetto agli over 30: il 30% contro il 37%.
Infine, rispetto agli Under 30, la Generazione Alpha mostra una minore conoscenza teorica sui temi della sostenibilità e privilegia un approccio più pratico, basato sull’esperienza diretta e sull’osservazione della realtà circostante. La tecnologia è ormai parte integrante della loro routine: il 94% possiede uno smartphone e il 62% dichiara di avere fatto uso dell’IA, una percentuale vicina a quella degli Under 30 (67%) e nettamente superiore alla media della popolazione italiana (56%). Ma questa viene impiegata soprattutto per motivi di studio, a conferma del loro approccio pragmatico e sempre più integrato dei dispositivi digitali nelle attività di ogni giorno.
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