La camorra nelle istituzioni: allarme per i Comuni sciolti in Campania

di Antonio Averaimo, Napoli
Da Castellammare a Marano, fino al caso di Caserta, troppo spesso la criminalità provoca una "sospensione" della democrazia. Libera: ma la legge va modificata
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July 23, 2026
La camorra nelle istituzioni: allarme per i Comuni sciolti in Campania
Palazzo Farnese, a Castellammare di Stabia, ospita il municipio
C’è il Comune di Marano, retto da una commissione straordinaria in seguito al quinto scioglimento per mafia dal 1991. Oppure altri grandi centri del Napoletano, come Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, entrambi al secondo commissariamento nel giro di pochi anni. O ancora Pagani, città di 35mila abitanti in provincia di Salerno, sulla quale la scure dello scioglimento è piombata la scorsa primavera, alla vigilia delle elezioni amministrative. L’anno scorso, i commissari hanno preso il posto del sindaco eletto anche a Caserta, uno dei cinque capoluoghi di provincia della regione. Di fatto, da quando è stata introdotta la possibilità di sciogliere un Comune per mafia, la democrazia è sospesa in alcune città campane.
E la camorra dimostra, a 35 anni dall’entrata in vigore della legge che disciplina i commissariamenti per mafia, di riuscire a giocare un ruolo nella vita pubblica dei Comuni in cui ha la propria base per i suoi affari illeciti. «Se pensiamo al caso di Marano, che non è affatto isolato, ci accorgiamo che per circa sette anni la città non ha avuto un indirizzo politico e che i processi democratici sono stati sospesi», sostiene Mariano Di Palma, referente regionale di Libera. Ma, avverte l’esponente dell’associazione antimafia fondata da don Luigi Ciotti, «non sono solo le amministrazioni comunali a subire pressioni da parte delle mafie e a essere sciolti, ma anche le Asl o gli ambiti territoriali che gestiscono servizi pubblici».
Il commissariamento che ha colpito Castellammare, dove una giunta di centrosinistra guidata dal giornalista Luigi Vicinanza, e “sponsorizzata” in un primo momento dall’europarlamentare del Pd Sandro Ruotolo - un simbolo dell’anticamorra -, aveva tentato di riportare la politica cittadina nell’alveo della legalità dopo il precedente scioglimento, è stata l’occasione per aprire un dibattito sulla revisione della normativa che disciplina la materia. «La legge sui commissariamenti per infiltrazioni mafiose va sicuramente modificata e resa più attuale», dice il referente regionale di Libera. «Se un solo consigliere, magari anche di opposizione, dimostra di essere permeabile agli interessi mafiosi, non può pagare un’intera amministrazione. In tal senso, si può pensare di introdurre misure come l’affiancamento degli organi politici comunali in alternativa allo scioglimento. Bisogna inoltre studiare degli elementi di prevenzione, per esempio porre un argine al dilagare delle liste civiche, in cui possono più facilmente entrare persone legate alle mafie, magari mettendo un limite alle stesse liste».
Il caso Castellammare, seguito da un ulteriore scandalo scoppiato in un’altra giunta di centrosinistra del Napoletano, a Ercolano, con il segretario cittadino del Pd filmato nel corso di una cena in compagnia di un uomo pregiudicato per reati mafiosi, ha anche acceso lo scontro politico tra centrodestra e centrosinistra. Il problema delle infiltrazioni della criminalità nella vita dei Comuni campani, in realtà, riguarda indistintamente i due schieramenti. Ma Fratelli d’Italia è intenzionato a sfruttare il terremoto che ha colpito i dem nei Comuni del Napoletano e stasera sarà proprio a Castellammare con i big del partito, dal responsabile nazionale dell’organizzazione, Giovanni Donzelli, ai capigruppo alla Camera e al Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan.
Dal canto suo, il Partito democratico ha di fatto “scaricato” l’ex sindaco Vicinanza (come dichiarato dallo stesso ex primo cittadino stabiese) e commissariato il circolo di Ercolano, dove la sindaca Antonietta Garzia ha appena varato una nuova giunta per placare le polemiche. La prima cittadina del Comune vesuviano ha anche creato un vero e proprio “pool anticamorra” che la affiancherà alla guida della città. Lo comporranno Sandro Ruotolo, l’ex questore Antonio Borrelli, l’ex primo cittadino “antimafia” di Ercolano Nino Daniele e l’ex deputato dem Paolo Siani, fratello del giornalista Giancarlo, ammazzato dalla camorra.

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