Il "semestre filtro" degli aspiranti medici? Si prepara con quiz, piattaforme e IA
Nel secondo anno del percorso che porta agli esami di dicembre, l’intelligenza artificiale è un supporto sempre più diffuso. Le lezioni si svolgono soprattutto a distanza e lo smartphone è tra i principali strumenti di studio

Per migliaia di matricole, quello iniziato poche settimane fa è il secondo “semestre filtro” di Medicina. Dopo un anno di sperimentazione, tanti ripetenti oggi dicono di sentirsi più preparati ad affrontare gli esami di dicembre. Ma l’aiuto non arriva, quasi mai, dai docenti in carne e ossa. «Ho capito che il problema non era solo quanto studiavo, ma come lo facevo – racconta Martina, 20 anni –. Quest’anno sto usando molto di più quiz e simulazioni online e l’IA mi aiuta molto, soprattutto quando ho bisogno di farmi rispiegare qualcosa al volo». La maggior parte degli aspiranti camici bianchi, in assenza di un’aula dove studiare in presenza, si affida alle piattaforme ufficiali del ministero dell’Università: Mood, su tutte, che coinvolge 44 atenei in tutta Italia. Lo studio, perciò, non passa più solo dai libri: otto studenti su dieci eseguono l’accesso al programma tramite smartphone. E più di uno su due si fa aiutare nello studio dall’intelligenza artificiale.
«Il modo di studiare sta cambiando. Lo vediamo con l’IA, che sta diventando uno strumento di supporto sempre più naturale», spiega Christian Drammis, ceo di Thefaculty, partner della piattaforma Mood. Se gli studenti studiano sempre più sugli smartphone, è anche perché le lezioni del “semestre filtro” si svolgono quasi tutte a distanza. Alla Sapienza di Roma solo le lezioni di settembre si sono tenute in aula, quelle di ottobre saranno in didattica mista e quelle di novembre quasi tutte a distanza. Lo stesso – con piccole variazioni sul calendario – accade a Napoli, Padova, Brescia e in altri atenei. Per compensare l’assenza della didattica in presenza, le piattaforme ministeriali offrono videolezioni, approfondimenti, piani di studio adattabili a diverse esigenze, mappe mentali, flashcard (cartoncini digitali per memorizzare concetti) e simulazioni di esame.

«Studio quasi sempre da casa – racconta Lorenzo, 19 anni –. Alterno libri, piattaforme e simulazioni. L’IA la uso soprattutto per i dubbi dell’ultimo minuto, quando non voglio perdere mezz’ora a cercare una spiegazione». La maggior parte delle matricole, come Lorenzo, si concentra soprattutto nel pomeriggio: l’attività sulla piattaforma Mood cresce tra le 15 e le 18, con il picco intorno alle 17. Per orientare il ripasso, oltre uno studente su due usa flashcard e quiz personalizzati per trovare gli errori. All’allenatore IA offerto dal software, invece, si rivolgono soprattutto le studentesse: tra le liceali lo usa il 56%, contro il 44% dei coetanei. Percentuali analoghe si registrano tra chi è già iscritto all’università.
La piattaforma Mood, però, permette di tracciare anche le preoccupazioni degli aspiranti medici. Le materie, per loro, non sono tutte uguali: «Venendo dal linguistico avevo un po’ di ansia per le discipline scientifiche – confessa Giulia, 19 anni –. Online sto cercando di recuperare soprattutto le basi». Termologia e termodinamica e anatomia e fisiologia degli animali e dell'uomo sono temute dal 48% dagli studenti, seguite da chimica applicata e meccanica dei fluidi (45%). «Hanno difficoltà anche con le materie che chiedono calcoli o soluzioni logiche complesse da trovare», aggiunge Drammis.
Per accompagnare gli studenti verso gli esami, con il primo appello fissato per il prossimo 10 dicembre, Mood ha programmato anche un calendario di simulazioni comparative che prenderanno il via il 18 settembre. «I test delle nostre piattaforme seguono la stessa logica con cui avanzano gli insegnamenti durante il semestre aperto». Con l’aggiunta da parte di Thefaculty, «che nasce come software house che produce giochi», di esercizi “gamificati”, ovvero progettati come i livelli di un videogioco. «Ci sono molti aspetti di microlearning – conclude Drammis –. Offriamo cioè quiz frequenti, ma brevi. E mettiamo a disposizione di tutti gli studenti i risultati degli altri alunni, cosicché possano comparare le performance tra di loro. In questo modo, le matricole possono anche divertirsi con sfide e duelli sulle materie di studio, incentivandosi a vicenda a migliorare lungo il semestre».
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