I “Pasquali” di Bormio, la festa che racconta l'anima di una comunità

Nel cuore della Valtellina una delle tradizioni più autentiche e sorprendenti dell’arco alpino, capace ogni anno di trasformare il paese in un grande palcoscenico di fede e arte
March 28, 2026
I “Pasquali” di Bormio, la festa che racconta l'anima di una comunità
Bormio, i Pasqualisti, vestiti in abiti tradizionali, trasportano un Pasquale tra le vie del centro storico © Luca Pedrana
Quando si pensa alle manifestazioni che scandiscono i momenti più importanti della Passione e Resurrezione di Gesù nel segno della tradizione e della devozione popolare, la mente va generalmente al Sud e alle tante - praticamente ogni paese ha le sue - processioni della Settimana Santa. Giorni in cui tutto si ferma e si vive nelle strade e nelle chiese, giorno e notte. Con tradizioni - dagli incappucciati alle confraternite, dalle "vare" ai falò - che affondano le origini nei secoli e che coinvolgono tutta la comunità. Dalla Sicilia alla Puglia, e fino in Sardegna. Eppure, sono tantissimi i riti e i momenti fortemente simbolici e comunitari che si scoprono in tante realtà del Nord e soprattutto nei centri di montagna dove le tradizioni e le feste popolari si vivono con particolare unità e raccoglimento. Ed ecco che nel cuore dell’Alta Valtellina, la festa della Pasqua diventa un rito collettivo che da oltre quattro secoli unisce generazioni, saperi e identità. A Bormio la Pasqua è con i “Pasquali”, una delle tradizioni più autentiche e sorprendenti dell’arco alpino, capace ogni anno di trasformare il paese in un grande palcoscenico di fede e arte, in uno spirito di profonda appartenenza.
I Pasquali sono portantine in legno a tema religioso, realizzate durante i mesi invernali dai cinque storici “Reparti” (i quartieri) del paese: Buglio, Combo, Dossiglio, Dossorovina e Maggiore. Non si tratta di semplici strutture, ma di vere e proprie opere d’arte, capolavori di artigianalità, frutto di settimane di lavoro condiviso tra giovani e meno giovani, guidati dall’esperienza dei "capi reparto". Ogni dettaglio viene curato con precisione: dall’ideazione del messaggio religioso alla costruzione, fino alla decorazione. Il tutto avvolto da un alone di segretezza: i Pasquali vengono svelati solo la mattina di Pasqua, quando sfilano per le vie del centro storico davanti alla comunità e ai visitatori.
L'atmosfera che avvolge il centro storico è una festa tra generazioni, religione e folklore, nella quale tutti sono invitati a prendere parte /Mattia CancliniI Pasquali sono antiche portantine in legno a tema religioso, capolavori artigianali realizzati dai cinque Reparti (quartieri) del paese, che si contendono il premio per l'opera migliore /Mattia CancliniLe vie del centro di Bormio custodiscono cortili nascosti e splendidi affreschi, tutti da scoprire /Roby TrabAnche i bambini sfilano trasportando i loro piccoli Pasquali, in orgogliosa autonomia /Mattia Canclini
L'atmosfera che avvolge il centro storico è una festa tra generazioni, religione e folklore, nella quale tutti sono invitati a prendere parte /Mattia Canclini
Il giorno della Pasqua, quest'anno il 5 aprile, la giornata inizia presto. I costumi tradizionali, preparati e stirati con cura nelle settimane precedenti, devono essere perfetti. Anche cavalli, asinelli e agnellini che partecipano alla sfilata vengono adornati a festa. Alle ore 10 comincia la parata: dalla via Al Forte, passando per via San Vitale e via Roma, fino a piazza Cavour/Kuerc, nel cuore del paese. Ad aprire il corteo è la banda, seguita dalle carrozze trainate dai cavalli. Poi, divisi per Reparto, sfilano donne, anziani e bambini con fiori e piccoli manufatti artigianali, precedendo i Pasquali portati a spalla dai ragazzi. Le portantine, talvolta imponenti e complesse opere di falegnameria e ingegneria, richiedono forza e coordinazione. Accanto alle realizzazioni più elaborate, sfilano anche i piccoli Pasquali dei bambini, che li portano orgogliosamente in autonomia. All’arrivo in piazza del Kuerc, il rintocco della Bajona – l’antica campana delle grandi occasioni posta nella torre dell’orologio – accoglie i partecipanti e dà inizio alla festa, che prosegue per tutta la giornata.
Il Pasquale non è soltanto una portantina: è l’atmosfera che avvolge il centro storico, è la condivisione tra generazioni, è il lavoro paziente delle mani che preparano ogni anno fiori e decorazioni. È un’antica usanza contadina, sospesa tra religione e folklore, arrivata intatta fino ai giorni nostri e che ancora risveglia lo spirito di comunità di Bormio. Al termine della sfilata, una giuria valuta i Pasquali premiando il significato religioso, la qualità artigianale e artistica e la fedeltà alla tradizione, cuore pulsante della manifestazione. Le opere restano esposte in piazza del Kuerc fino al lunedì di Pasquetta alle ore 19, offrendo a visitatori e turisti la possibilità di ammirarle da vicino, lasciarsi coinvolgere da una tradizione viva e respirare un senso di comunità che emoziona e sorprende.
La Pasqua, con i Pasquali, fa di Bormio una meta di viaggio in famiglia e poter vivere tante attività sulla neve, accompagnati da guide esperte: dalle ciaspolate al freeride, fino al primo approccio con lo sci alpinismo e all’arrampicata su ghiaccio. Un’occasione per scoprire la montagna in tutte le sue sfaccettature. Sport, natura, panorami spettacolari. E anche cultura: fino al 14 aprile, si potrà visitare la mostra “Espressione plastica universale” dell’artista valtellinese Michele Toniatti, allestita presso il Museo Civico di Bormio. Una tappa artistica mentre si visita il centro storico in festa fra gli angoli più suggestivi della città, cortili nascosti e splendidi affreschi che raccontano secoli di storia. Come i Pasquali.

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