"How to Feed the Planet": il docu film che smaschera i dogmi dell'industria alimentare

Sarà presentato in anteprima l'11 aprile al Nuovo Cinema Aquila di Roma durante il Festival delle Terre, organizzato dal Centro Internazionale Crocevia
April 10, 2026
"How to Feed the Planet": il docu film che smaschera i dogmi dell'industria alimentare
La locandina del documentario
Secondo l’Organizzazione Mondiale delle Nazioni Unite, entro il 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 10 miliardi. E oggi una delle domande che necessita più urgentemente di una risposta è: tra 24 anni il pianeta sarà in grado di sfamare tutte queste persone?
È proprio a questo interrogativo che il nuovo documentario di Francesco De Augustinis vuole rispondere. "How to Feed the Planet (Come nutrire il Pianeta)” sarà presentato in anteprima l'11 aprile al Nuovo Cinema Aquila di Roma durante il Festival delle Terre, la rassegna del documentario indipendente su agroecologia, ambiente e diritti organizzata dal Centro Internazionale Crocevia, ed è un film che tira le fila di un lavoro durato 12 anni.
L’obiettivo di De Augustinis è quello di mettere in discussione i dogmi dell’industria alimentare e smascherare il ruolo che le risorse alimentari stanno avendo in alcuni dei maggiori conflitti, come quello in Ucraina e in Congo. Nel farlo, compie due viaggi: uno temporale e uno spaziale.
Il primo, quello temporale, ha origine nel secondo dopo guerra, quando lo scienziato Ancel Keys in Cilento codifica per la prima volta il termine “dieta mediterranea”: un concetto che poi nella modernità è stato svuotato di significato fino a diventare, come illustra il documentario, uno strumento di marketing per promuovere esportazioni e influenzare normative europee, sostenendo interessi più economici che salutari e ambientali.
Il viaggio nella dimensione spaziale inizia invece in Ucraina, diventata in pochi anni il “granaio d’Europa”, per poi spostarsi in Argentina, attualmente alle prese con l’avanzata dell’industria della soia. Infine, si conclude nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc), dove gli interessi dell’agribusiness contribuiscono a compromettere la stabilità di un Paese che si ritrova ogni anno in vetta alle classifiche delle crisi alimentari globali. A raccontarlo nel film, la voce di Simplex Malembe, rappresentante dell’associazione congolese di produttori agricoli Conapac: «Si pensa che la Rdc sia un grande territorio selvatico per cui tutti pensano di venire per stabilirsi, prendendo della terra a loro piacimento. Le grandi multinazionali stanno venendo in Rdc per accaparrarsi delle grandi superfici - afferma - C’è un collegamento tra la guerra e la produzione agricola. Le risorse minerarie sono la base ma vediamo sempre più che anche le zone agricole più produttive sono motivo di conflitto».
“How to Feed the Planet” indaga su quali potranno essere le strategie per assicurare cibo a tutti, senza deforestare, distruggere ecosistemi e portare altre popolazioni alla rovina. E nel farlo, spiega De Augustinis, «ci mette di fronte a una scelta da cui non possiamo scappare, che è poi la scelta della nostra epoca. Possiamo continuare a consumare un numero eccessivo di risorse, il che oggi significa legittimare un sistema basato sullo sfruttamento, sulla distruzione e sulla sopraffazione, ma domani significherà assistere a un numero sempre maggiore di conflitti per l'accaparramento di queste risorse agricole, alimentari e idriche. Oppure - prosegue il regista - possiamo riconoscere cosa non ha funzionato nel sistema che abbiamo costruito negli ultimi decenni e rimboccarci le maniche per correggere il tiro. È necessario costruire un nuovo modello basato su un uso sapiente, etico, equo e davvero sostenibile delle risorse. Questa è una scelta politica che siamo chiamati a fare oggi per decidere tra un futuro di pace e prosperità o un futuro di guerre».  

© RIPRODUZIONE RISERVATA