Viaggi più flessibili e formule protette: guerre e rincari spingono i pacchetti

Il 67% degli italiani non rinuncia alla vacanza estiva, aumenta la richiesta di soluzioni con volo incluso e assicurazioni. Il 63% dei turisti taglia le spese extra, preferite le mete più vicine
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May 24, 2026
Viaggi più flessibili e formule protette: guerre e rincari spingono i pacchetti
Nonostante guerre, rincari e paura delle cancellazioni, gli italiani non rinunciano alle vacanze, ma cambiano profondamente il modo di prenotarle, modificando abitudini consolidate. Il risultato è un settore turistico più nervoso, più flessibile, ma anche più frammentato. A confermarlo è il nuovo Global Travel Confidence Index di Allianz Partners, secondo cui il 67% degli italiani prevede comunque di fare una vacanza estiva. Il desiderio di partire resta forte: l’85% considera ancora la vacanza annuale una priorità e l’81% ammette di avere «un disperato bisogno di una vacanza». Un dato che fotografa bene il clima di questi mesi: il viaggio non è più soltanto consumo, ma una forma di evasione psicologica da una lunga stagione di crisi permanenti.
Eppure, il contesto pesa. Il 79% degli italiani indica i rincari come la principale preoccupazione. Il carburante aereo continua a condizionare prezzi e disponibilità, mentre le tensioni geopolitiche in Medio Oriente alimentano l’incertezza sulle rotte internazionali e sui costi operativi delle compagnie. Non sorprende allora che molti viaggiatori stiano cambiando strategia: non cancellano le vacanze, ma tagliano altro. Il 63% riduce le spese extra e il 55% ridimensiona i propri piani pur di riuscire comunque a partire.
Algoritmi in aiuto
Anche la geografia delle vacanze cambia. Tornano centrali le destinazioni domestiche o a corto raggio: il 41% degli italiani sceglierà di restare entro i confini nazionali. E, come osserva Booking.com – che nei giorni scorsi ha presentato durante Linkontro organizzato da NielsenIQ in Sardegna le sue innovazioni in tema di IA e viaggi – cresce anche la preferenza per destinazioni europee. Vincono soprattutto mare, montagna e aree rurali, percepite come più sostenibili economicamente e più semplici da raggiungere. Le città perdono terreno. In controluce emerge un turismo più prudente, che cerca stabilità e controllo della spesa.
La stessa tecnologia sta diventando uno degli strumenti con cui il settore prova a gestire questa nuova instabilità. Alessandro Callari, Regional Manager Southern Mediterranean di Booking.com, evidenzia ad Avvenire che l’IA viene ormai utilizzata per personalizzare la ricerca dei viaggi, gestire informazioni in tempo reale e semplificare modifiche e prenotazioni. «I viaggiatori stanno privilegiando destinazioni percepite come affidabili, facilmente accessibili» e guardano sempre di più «alla flessibilità e alle condizioni di prenotazione». Il mercato, racconta Callari, è ormai diviso tra chi «anticipa per bloccare prezzi e disponibilità» e chi invece «preferisce mantenere maggiore flessibilità e decide più vicino alla partenza». Più che un crollo della domanda, si sta verificando «un cambiamento nel modo di pianificare i viaggi».
Cresce l’all inclusive
È una trasformazione che sta cambiando anche l’offerta turistica. Le piattaforme digitali e i tour operator cercano di rassicurare il cliente prima ancora di vendergli una destinazione. Non è un caso che crescano i pacchetti “all inclusive” con volo incorporato, prezzi bloccati e assistenza in caso di cancellazioni. Su questa linea si muove anche Utravel, marchio dedicato ai viaggiatori tra i 18 e i 39 anni, che ha deciso di integrare stabilmente il volo nei pacchetti di gruppo. Una scelta nata proprio dalla domanda crescente di protezione e prevedibilità. Secondo YouGov, il 46% dei consumatori preferisce oggi percorsi di viaggio strutturati per ridurre stress e complessità, mentre il 36% cerca esplicitamente le garanzie offerte da un operatore organizzato.
Già nel 2025 il 61% dei passeggeri aveva acquistato il trasporto aereo insieme al viaggio, quota che saliva addirittura all’80% per destinazioni come Repubblica Dominicana. Una tendenza che va ora consolidandosi. Kenya, Zanzibar, Messico ed Egitto restano richiesti, con la domanda si concentra sempre di più su formule che garantiscano assistenza immediata in caso di problemi operativi o variazioni improvvise. Anche le compagnie aeree provano ad adattarsi a un mercato diventato più volatile. Air Cairo, vettore low cost affiliato al ministero dell’Aviazione Civile egiziano, ha appena lanciato uno sconto del 60% sui voli tra Il Cairo e Milano per incentivare il turismo tra Egitto e Italia durante l’estate 2026, segnale di una competizione crescente sul prezzo per mantenere alta la domanda.
I diritti al rimborso
La paura principale resta quella delle cancellazioni. Le regole europee prevedono il diritto al rimborso o a un volo alternativo, oltre a eventuali compensazioni economiche fino a 600 euro nei casi non riconducibili a «circostanze eccezionali». Molti turisti temono inoltre di perdere hotel, escursioni o servizi prenotati separatamente in caso di stop improvvisi. Da qui la crescita delle assicurazioni viaggio e delle formule pacchetto, che offrono tutele più ampie, anche se le polizze spesso escludono proprio gli eventi legati a guerre o tensioni geopolitiche.
Nel frattempo, l’Italia turistica continua a viaggiare a velocità diverse. Alcune destinazioni registrano performance molto solide grazie a esperienze autentiche e qualità dell’offerta, altre soffrono di più la competizione internazionale e il rallentamento di alcuni flussi ad alta spesa. Sul mercato americano, che resta cruciale per il turismo italiano, Booking.com continua a registrare segnali solidi di interesse verso il Paese. «Cultura, lifestyle, gastronomia e ospitalità rappresentano ancora elementi di forte attrattiva», osserva Callari.
Ma sotto la superficie dei numeri emerge soprattutto un’altra trasformazione: il turismo dell’estate 2026 sarà sempre meno impulsivo e sempre più ragionato. Si prenota prima o all’ultimo minuto, si cercano garanzie, si confrontano clausole, si scelgono destinazioni percepite come stabili. E mentre l’IA entra nella pianificazione dei viaggi, tra suggerimenti personalizzati e assistenza in tempo reale, il vero lusso per molti viaggiatori sembra diventato uno soltanto: la prevedibilità.

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