Federico, il buon samaritano ucciso perché aveva prestato aiuto

La scioccante vicenda accaduta nel Varesotto: 36enne si ferma per aiutare una donna in panne, l'ex compagno geloso lo scambia per un amante e lo investe
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August 3, 2026
Federico, il buon samaritano ucciso perché aveva prestato aiuto
I Carabinieri sul luogo dove un uomo di 36 anni, scambiato per un rivale in amore, sarebbe stato travolto e ucciso con l'auto da un 43enne, Somma Lombardo, Varese ANSA/ENZO LAIACONA
«Ciascuno raccoglierà quello che ha seminato», scrive san Paolo. Purtroppo non sempre è vero. Almeno a prima vista. Le conseguenze nefaste dovute alla cattiveria, all’ingordigia, all’imprudenza, sono facilmente prevedibili. Ciò che facciamo fatica a capire e perdonare, invece, sono le sofferenze ingiuste che arrivano in seguito alle buone azioni. Un cuore misericordioso e sensibile non sempre è a portata di mano. Tanta parte di umanità ha deciso di imboccare le strade senza uscite dell’egoismo, della vendetta, dell’odio, della guerra. Il male di solito si agita, grida, scalpita, pretende, riuscendo a intimorire tanta gente amante della vita e del bene. Non sempre, però. Giovani coraggiosi e altruisti ce ne sono, eccome. Magari occorre aguzzare la vista per intercettarli. Intorno a noi troviamo persone e gesti che andrebbero valorizzati. Abbiamo bisogno - i ragazzi soprattutto - di testimoni della verità, del bene, del bello. Occorre riscrivere ogni giorno, in ogni luogo, la parabola del samaritano antico che vedendoti accasciato si ferma, ti porge la mano, ti risolleva.
Federico Venco lo ha fatto. L’uomo incappato nei briganti questa volta è una donna in sella alla sua moto che si è smarrita tra le vie di campagna del Varesotto. Federico, la vede, si ferma, le sorride, la incoraggia. Le indica la strada giusta. La ragazza tira un respiro di sollievo. Finalmente potrà riprendere il cammino. Non accadrà. Un uomo giunge a bordo della sua auto, il suo nome è Mirko Bertellini. Ha 43 anni. Accelera. Investe il povero Federico. Non si tratta di un incidente ma di un vero e proprio omicidio volontario. Chi è? Perché lo ha fatto? Che cosa aveva contro quel giovane buono? Niente. Nemmeno lo conosceva. Lo ha confuso con il nuovo compagno della signora in panne, sua antica fidanzata. E lui “ovviamente” non può permettere che la sua ex lo abbia preferito a un altro. Lui “la ama”, gliel’ ha detto tante volte che “senza di lei non può vivere”.
Lui appartiene alla lunga lista nera di quei narcisi piagnucoloni, a prima vista innocui e fragili, che hanno bisogno di tenere sotto controllo tutto. Eterni, ottusi bambini, anche se Mirko ha più di 40 anni. Che non permettono agli altri di essere sé stessi, di decidere della propria esistenza, di scegliere di fuggire da una relazione tossica. Di avere dell’amore un concetto alto e liberante. La gelosia gli ha scombussolato il cervello. Sta male. Soffre. E lascia che la menzogna gli avveleni l’animo. Ecco, si è convinto. Per stare meglio, per riprendere a vivere, deve vendicarsi dell’affronto che gli ha fatto perdere la pace. Incapace di ragionare e di amare, usa la macchina come se fosse una pistola. Gli occhi accecati dalla rabbia. Il cuore in subbuglio. La gola secca. Uccide. Sbaglia il bersaglio. Non è il rivale il giovane cui si è scagliato contro, ma il samaritano buono. Un uomo di cui la famiglia, l’Italia, il mondo, lui stesso, l’assassino, hanno tanto bisogno. Un raggio di luce nella notte buia. Un sorso di acqua fresca nell’arsura del deserto. Federico è morto. Per prestare aiuto, è morto. Per farsi prossimo, è morto. La tristissima notizia ci scombussola. Le nostre convinzioni evangeliche vanno in crisi. Era, dunque, meglio che non si fosse fermato? Che cosa dovremo consigliare ai figli per l’avvenire? Meglio fingere di non vedere chi chiede aiuto o rischiare? Il male, da quando esiste il mondo, non smette di turbare e scandalizzare. La sofferenza degli innocenti continuerà a sfidare credenti e non credenti.
Questa storia mi ha fatto male. Ho bisogno di luce anch’io. Riapro la mia Bibbia. Lettera ai Galati, capitolo sei: «Non fatevi illusioni. Dio non si lascia ingannare. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato. Chi semina nella sua carne dalla carne raccoglierà corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna. E non stanchiamoci di fare il bene». Ecco, la risposta è arrivata. Teniamo i piedi fermi sulla roccia della Parola di Dio. 
 
 

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