È stato il Meeting dei record: 900mila le presenze. E già si guarda al 2027

di Paolo Viana, inviato a Rimini
La 47ª edizione si chiude con 150 incontri, 13 mostre, 13 spettacoli e 3.300 volontari. La visita di Leone XIV ha segnato una settimana di festa e incontri, mentre la prossima edizione, dal 20 al 25 agosto dell'anno prossimo, avrà come tema “Pionieri coraggiosi per custodire l’umano”
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August 26, 2026
Un momento della visita del Papa al Meeting
Un momento della visita del Papa al Meeting
E’ stato il Meeting dei record: 900mila presenze,150 incontri, 13 mostre (altro record di pubblico), 13 spettacoli, 3.300 volontari. La 47esima edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli ha chiuso i battenti ieri con «la consapevolezza di una rinnovata responsabilità e una profonda gratitudine ci accompagnano alla conclusione di questa edizione. Il Meeting 2026 ha confermato il compito storico che il Santo Padre ha ribadito, nel corso della visita di sabato pomeriggio in Fiera, inserita in quella alla diocesi di Rimini: essere “un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini”». Il commento è del presidente Bernhard Scholz, che esprime una gratitudine senza fine al Santo Padre per la sua grande cordialità nell’incontro con il popolo del Meeting, visitatori e volontari: «È stata una grande festa, che ha superato tutte le nostre aspettative, vissuta e partecipata da tutti, con gioia e entusiasmo, da bambini, da giovani, adulti. Noi abbiamo potuto accogliere il Santo Padre con gratitudine ma prima ancora ci siamo sentiti accolti da lui».
La fondazione Meeting ha deciso di esprimere da subito questa gratitudine intitolando la prossima edizione (20-25 agosto 2027) “Pionieri coraggiosi per custodire l’umano”, un’espressione tratta dall’intervento di Leone XVI («Liberiamo, dunque, la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte. A partire dalle organizzazioni che abbiamo generato e nelle quali operiamo, smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo. Occorrono pionieri coraggiosi, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti…»)
Va in archivio invece “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, il tema di quest’anno che ha ispirato convegni, mostre, spettacoli, confronti e dialoghi informali, inviando un messaggio agli uomini e alle donne di questo mondo: è possibile affrontare le sfide del nostro tempo e costruire la pace, dialogando, mettendosi alla ricerca del vero e del giusto, senza censurare nulla, come spiega la segreteria dell’edizione.

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