Crimini in Libia, il braccio destro di Almasri compare davanti alla Corte dell’Aja

Al Buti è stato catturato in Germania e consegnato alla Cpi, a differenza del trafficante libico rimandato dall'Italia nel suo Paese. Ecco la sua prima immagine: l’ufficiale dovrà rispondere dell’accusa di torture, abusi, sevizie e svariati reati nella prigione di Mitiga
December 3, 2025
Crimini in Libia, il braccio destro di Almasri compare davanti alla Corte dell’Aja
Il generale libico “Al Buti” alla sua prima apparizione all’Aja dopo l’estradizione dalla Germania
Khaled Mohamed Ali El Hishri, nome di battaglia “Al Buti”, compare per la prima volta davanti alla Corte penale internazionale. Si apre così per la prima volta dalle indagini scattate dopo il 2011 il processo per i crimini di guerra e i crimini contro i diritti umani commessi in Libia e, secondo la procura internazionale, ancora in corso.
El Hishri è sospettato di essere stato uno dei più alti funzionari della prigione di Mitiga, braccio destro del generale Almasri, sfuggito al processo grazie alla controversa riconsegna di stato commessa dall’Italia nello scorso gennaio. Nella prigione, ricorda la corte, “migliaia di persone sono state detenute per lunghi periodi”. Tra loro centinaia di migranti e profughi, compresi bambini in tenera età. Al Buti »è sospettato di aver commesso direttamente, ordinato o supervisionato crimini contro l'umanità e crimini di guerra - ha dichiarato il tribunale davanti all’imputato -, tra cui omicidio, tortura, stupro e violenza sessuale, presumibilmente commessi in Libia dal febbraio 2015 all'inizio del 2020».
La Corte come da procedura ha verificato l'identità dell'indagato e si è assicurata che fosse chiaramente informato dei crimini che gli vengono contestati e dei suoi diritti ai sensi dello “Statuto di Roma” della Corte penale internazionale. All’ufficiale libico è stata assicurata la traduzione simultanea nella sua lingua.
Al Buti era stato arrestato a Berlino dalle autorità tedesche nello scorso luglio non appena ricevuto il mandato di cattura dall’Aja. El Hishri si era da tempo “mimetizzato” nella zona di Francoforte, dove secondo gli investigatori tedeschi che stanno svolgendo accertamenti, avrebbe reinvestito proventi dall’attività criminale in Libia. Direttamente e attraverso familiari, risulterebbe proprietario di diversi immobili in territorio tedesco. 
L'udienza si è svolta alla presenza dell'Ufficio del procuratore e della difesa, l’avvocato Yasser Mohamed Ahmed Hassan. La prima udienza nel merito si svolgerà il 19 maggio 2026. Lo scopo della procedura svolta questa mattina è quello di confermare le accuse e determinare se vi siano prove sufficienti. Se confermate, in tutto o in parte, il caso sarà trasferito a una Camera di primo grado, che condurrà il processo. 
El Hishri, cittadino libico, è stato arrestato il 16 luglio 2025 dalle autorità della Repubblica federale di Germania in base a un mandato di arresto emesso sotto sigillo dalla Camera preliminare I della Cpi il 10 luglio 2025. È stato consegnato alla custodia della Corte internazionale l’1 dicembre. Nove altri mandati di arresto pubblici della Corte penale internazionale sono ancora pendenti, tra cui quello contro  Osama Elmasry Njeem, il generale “Al Masri” che con le decisioni del governo italiano è stato sottratto alla giustizia internazionale. Quest’ultimo sarebbe stato arrestato in Libia, ma ad oggi la procura internazionale, che ha ripetutamente chiesto aggiornamenti alle autorità di Tripoli, non ne ha ricevuto conferma. 
I crimini di cui è accusato Al Buti sono stati commessi in concorso con altri, spesso sotto gli ordini dello stesso Almasri. Perciò se il processo dovesse essere celebrato, ci sarà materiale per considerare in quale contesto si sono svolti i crimini e quali legami internazionali il gruppo di Mitiga avesse per ottenere sostegno politico ed anche equipaggiamento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA