Centinaia di minori stranieri in Italia stanno finendo nei centri per adulti
L'Italia è condannata per i «trattamenti inumani» riservati a un minore nel Cara di Crotone, ma ActionAid conta 823 ragazzi soli nelle strutture per adulti. Eppure, i posti non mancano

Ai minori migranti, in Italia, non viene sempre garantita l’accoglienza in centri ad hoc organizzati per le esigenze dei ragazzi stranieri soli. A volte vengono ospitati in Centri di accoglienza straordinaria (Cas) per adulti, dove rischiano di essere «sottoposti a trattamenti inumani e degradanti». È successo a H.D., un giovane originario del Burkina Faso, per la cui detenzione illegale nel Cara di Sant’Anna di Isola di Capo Rizzuto (Crotone) la Corte europea per i diritti dell’uomo ha condannato l’Italia al risarcimento dei danni morali e al rimborso delle spese legali per un totale di 10.500 euro. Ma il suo non è un caso isolato. Per la prima volta dal 2023, quando un decreto legge introdusse la possibilità eccezionale di introdurre minori sopra i 16 anni temporaneamente nei centri per adulti, ActionAid ha mappato il fenomeno: a novembre 2025 erano 823 i minori soli registrati dal 2023 nei Cas per adulti. Di questi, però, 138 erano già accolti in queste strutture prima del varo della legge. Di fatto – spiegano gli autori del report “La Frontiera, ovunque. Centri d’Italia 2026” pubblicato stamani – «la legge istituzionalizza una prassi fino ad allora illegittima».
A rischio sono i diritti dei minori stranieri. La legge prevede che i ragazzi soli possano essere trattenuti nei centri per adulti solo «in casi di comprovata emergenza» e comunque non oltre ai 90 giorni. Ma non è sempre così. Almeno 16 prefetture registrano permanenze superiori ai tre mesi e, di queste, tredici annotano presenze oltre i cinque mesi con picchi fino a 1.413 giorni. «Una forma stabile di accoglienza impropria, priva di servizi educativi e abitativi adatti alla minore età», sostengono gli autori del report. Ma si tratta anche di un rischio evitabile. Mentre centinaia di minori stranieri vengono ospitati in centri per adulti, negli stessi territori restano posti liberi nei centri dedicati a loro: in nove prefetture esistono posti liberi nello stesso Comune del trattenimento, in 21 prefetture ne restano liberi almeno nella provincia e in tutte le prefetture esaminate da ActionAid esistono alternative per ospitare i minori in regione. A quali rischi siano esposti i ragazzi ospitati nei centri per adulti lo sintetizzano i giudici europei nella sentenza di condanna all’Italia di inizio aprile: sovraffollamento delle strutture, difficoltà nel contattare i propri avvocati e «assenza di servizi adeguati» alle esigenze dei minorenni, come la mediazione culturale o l’insegnamento dell’italiano.
Il risultato è che molti minorenni escono prematuramente dal sistema di accoglienza, finendo perlopiù nell’irregolarità. Gli abbandoni, gli allontanamenti e le revoche registrate nel 2025 sono almeno 407. «Si tratta del segno più tangibile del fallimento della tutela dei più fragili», continuano gli autori del report. Un fallimento che riguarda anche il Sistema di accoglienza e integrazione (Sai). A fine novembre, i posti liberi nell’intera filiera erano solo 43, a fronte di 4.725 richieste pendenti. «Nessun collegamento efficace tra sistemi, nessuna tutela effettiva», sintetizza il rapporto.
Il sovraffollamento, però, riguarderebbe quasi solo i Cas per adulti. Su 6.024 strutture prefettizie attive nel 2024, 973 risultano oltre la capienza stabilita, 520 sono oltre il 120% e tredici hanno presenze pari al doppio della capienza. A mettere una pezza al problema sono sempre più i gestori for profit: il numero dei posti in mano a queste società è passato da 7.089 a 14.813 tra 2022 e 2024 (+109%). A queste condizioni, il trattenimento dei minori stranieri in queste strutture necessita di continui controlli delle condizioni di accoglienza. Ma «la debolezza dei controlli è evidente e preoccupante», secondo ActionAid. Nel 2024 si sono svolti 1.564 controlli, con sanzioni per i gestori pari a 677mila euro. Tra i meno ispezionati ci sono anche i centri nelle prefetture di Roma, Frosinone e Ravenna, che però sono anche le prime tre per posti gestiti sulle 33 totali, dove non si registrano controlli nel 2024. In generale, le ispezioni sono in calo ovunque: se nel 2019 era stato raggiunto il 40,5 per cento, nel 2024 le ispezioni riguardano solo il 19,1% delle strutture. «L’opacità è parte dell’approccio del governo, che rende meno visibili le conseguenze delle scelte amministrative sulla vita delle persone, e sottrae queste scelte al controllo parlamentare e della società civile», conclude Fabrizio Coresi, esperto Migrazioni ActionAid.
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