Carol, 15 anni, a scuola è senza assistenza: la mamma entra in classe per nutrirla e cambiarla

A Zungri, nel Vibonese, l’appello dei genitori per un’alunna con grave disabilità: «Diritti negati». Il Comune: «Siamo senza risorse, servono norme ad hoc»
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September 29, 2026
Uno studente disabile aiutato a stare in classe
Uno studente disabile aiutato a stare in classe / ANSA
A Zungri, in provincia di Vibo Valentia, l’assistenza di cui Carol ha bisogno a scuola non risulta ancora pienamente garantita. La ragazza, 15 anni, ha iniziato quest’anno la prima classe della secondaria di primo grado, ma sua madre è costretta a recarsi personalmente in classe per nutrirla e cambiarla. Risultato: da un lato una famiglia che denuncia il disagio quotidiano, dall’altro il dirigente scolastico, Angelo Stumpo, e il sindaco di Zungri, Serafino Fiamingo, che sottolineano entrambi di non avere a disposizione risorse sufficienti da destinare all’assistenza richiesta.
Carol è affetta da tetraparesi discinetica, atrofia cerebellare progressiva ed epilessia: si alimenta anche attraverso una Peg, la sonda inserita nella parete addominale che consente di somministrarle latte, liquidi e farmaci, e ha bisogno di assistenza continua per la postura, la movimentazione, l'igiene personale e il cambio. A oggi, denunciano i genitori Maurizio Crudo e Rosetta Raffa, non risultano pienamente operative le figure necessarie ad assisterla durante l'intera permanenza nel plesso di Zungri dell'Istituto comprensivo Rombiolo-San Calogero-Cessaniti. «Questa situazione è grave, umiliante e inaccettabile», scrivono in un lungo appello.
I genitori ricostruiscono una vicenda che, sostengono, non nasce da un ritardo improvviso. Le necessità di Carol erano note ed erano state oggetto di richieste formali e diffide trasmesse anche tramite i legali: già da luglio, sottolineano, era stata sollecitata «l'attivazione tempestiva di tutte le figure indispensabili per garantire il diritto allo studio e all'inclusione di Carol». Nonostante questo, l'anno è iniziato senza un'assistenza «assicurata in maniera completa e continuativa». Servono, elencano, l'insegnante di sostegno per il monte ore riconosciuto, l'assistente all'autonomia e alla comunicazione, collaboratori scolastici formati per l'igiene e il cambio, e personale in grado di seguirla durante il pasto e nella gestione della Peg secondo le prescrizioni sanitarie. «Queste figure non sono facoltative», scrivono. Un appello che i genitori rivolgono alla dirigenza scolastica, al Comune di Zungri e all'Ufficio scolastico competente.
Una versione più articolata dei fatti arriva da Angelo Stumpo, dirigente dell’istituto da tre anni, che riconduce il nodo a un problema di competenze e risorse. La sua scuola conta 1.682 alunni in sei Comuni e 28 plessi: i disabili sono 81. Con l'ingresso alla secondaria, ricorda, la cattedra di sostegno di Carol è passata da 22 a 18 ore, ma il punto, spiega, riguarda l’assistenza specialistica, che «è una prerogativa dell'ente locale», in questo caso dei Comuni, non della scuola. Il finanziamento arriva ogni anno sulla base della legge regionale 27 del 1985 sul diritto allo studio e si divide tra trasporti, refezione scolastica e supporto agli alunni con disabilità. Ma nei sei Comuni serviti dall'istituto, spiega Stumpo, nessuno bandisce direttamente il reclutamento delle figure specialistiche, il tutto viene demandato alle scuole. È lui, di fatto, a fare il giro delle amministrazioni e poi emettere il bando per reclutare, tra gli altri, un Oss e due assistenti all'autonomia e alla comunicazione, destinati non solo a Carol ma a tutti gli alunni disabili. Il Comune di Zungri eroga 3.200 euro l'anno: con queste risorse, dice, «riesco a coprire al massimo un'ora al giorno per tutto l'anno» nel caso di Carol. Inoltre, all'Oss vengono di fatto richieste competenze infermieristiche, come quelle legate alla Peg, che non rientrano nel suo profilo. «Sono legittime le rivendicazioni della famiglia ma servirebbe un finanziamento dedicato alle scuole per reclutare figure adeguate o un piano di servizi».
Lo stesso senso di impotenza attraversa le parole del sindaco Fiamingo, che pure rivendica quanto fatto dall'amministrazione comunale. «Cosa possiamo garantire con appena tremila euro l'anno?», si chiede, spiegando di immedesimarsi nella condizione della madre ma di non poter, con risorse così ridotte, assicurare un'assistenza specializzata per l'intera giornata. Da quando è sindaco, ricorda, ha fatto installare la rampa di accesso alla scuola che ancora mancava, spendendo settemila euro. Spiega inoltre di aver già sottoposto il caso all'assessore regionale competente e insiste sulla necessità di una normativa dedicata a situazioni come questa: «Ce ne vorrebbe una ad hoc». Se avesse le forze finanziarie, aggiunge, pagherebbe lui stesso l'assistenza per conto del Comune, anche se non rientra tra le sue competenze dirette. «Non siamo contro la famiglia di Carol», conclude, «siamo con lei». Resta, sullo sfondo, una responsabilità che la scuola da sola non può colmare: la partita del sostegno a Carol si decide soprattutto nei bilanci dei Comuni e della Regione, chiamati a stanziare risorse che, per ora, non tengono il passo con i suoi bisogni.

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