Leone XIV sull'aereo papale: «Non sono un politico, ma la Chiesa 
ha il dovere di parlare»

di Giacomo Gambassi, inviato sul volo papale
Il dialogo vaticano fra Russia e Ucraina, la condanna del riarmo, la difesa della vita, gli estremismi politici, l'attezione all'intelligenza artificiale sono i temi affrontati dal Papa con i giornalisti nel viaggio di ritorno dalla Francia. «Porto la voce del Vangelo. L'IA mi interessa molto. Vogliamo che Kiev e Mosca si siedano a un tavolo»
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September 28, 2026
Leone XIV sull'aereo papale: «Non sono un politico, ma la Chiesa 
ha il dovere di parlare»
Il Papa durante la conferenza stampa sul volo di rientro dalla Francia / AFP
«Non sono un politico». Leone XIV lo ripete più volte rispondendo alle domande dei giornalisti sul volo papale che nella tarda serata lo riporta da Metz a Roma dopo quattro giorni di visita in Francia. Ma spiega che la Chiesa ha il dovere di far sentire la sua «voce» nello spazio pubblico in nome del «Vangelo» e per il bene dell’uomo. Accade, ad esempio, nella guerra fra Russia e Ucraina in cui, dice il Papa, la Chiesa ha «la responsabilità» di far sì che i leader dei due Paesi «si siedano al tavolo, dialoghino e cerchino soluzioni». Accade se si impongono partiti di estrema destra «con una certa forma di religiosità», come in Germania: situazione di fronte alla quale il Pontefice sposa la linea sia dei «vertici della Chiesa cattolica» del Paese, sia di «quelli della Chiesa protestante» secondo cui la religiosità che alimentano «non è un’espressione autentica del cristianesimo», afferma. Accade nella folle corsa al riarmo che il Papa condanna: «Non sono un politico, ma una voce che cerca di sostenere la dignità umana, l’importanza della vita e la possibilità di investire di più in sanità e istruzione e meno in armamenti». Accade quando si approvano leggi che minano l’umano, come quella sul fine vita appena varata in Francia, contro cui Leone XIV è intervenuto in questi giorni: «Si trattava di proclamare la verità del Vangelo. Se questo può essere definito “fare politica”, allora l’ho fatta; ma non certo per interferire, bensì per testimoniare ciò in cui la Chiesa crede realmente riguardo alla condizione di chi non è considerato “produttivo”». Un Pontefice a tutto campo, sereno e incisivo, quello nel dialogo con la stampa al seguito. 

Avvicinare Ucraina e Russia

Il Papa racconta l’impegno vaticano di “avvicinare” Kiev e Mosca dopo oltre quattro anni di conflitto. Come testimoniano le recenti visite nelle due capitali dei due inviati del Papa: l’arcivescovo Paul Richard Gallagher e il cardinale Matteo Zuppi (proprio in questi giorni in Russia). «La Chiesa fa sentire la propria voce» con entrambi gli interlocutori. «Non possiamo costringere nessuno» alle trattative, dichiara Leone XIV. «E a volte può sembrare inutile» l’azione diplomatica della Santa Sede. «Ma continuiamo a parlare e a invitare» ai negoziati. Il Pontefice cita la Dottrina sociale che censura «violenza, odio o armi». E avverte: «Bisogna considerare i pericoli del mondo attuale, inclusi certi leader nazionali che parlano di armi nucleari e di guerre sempre più distruttive». Ecco perché è un errore «continuare ad armarsi e a investire nell’enorme industria militare che arricchisce pochi, mentre con quelle migliaia di milioni di euro o dollari si potrebbe contribuire a rispondere ai problemi della fame o della disoccupazione». 

Gli estremismi politici

Il Papa segue l’ascesa della destra estrema in Germania, spiega ai giornalisti. E ricorda che i «valori del Vangelo» non sono quelli dell’«odio» o della «divisione» ma della «comprensione», della «compassione», dell’«accompagnamento». Leone XIV auspica che la Chiesa possa svolgere una sua azione «rivolgendosi a quella maggioranza di persone di buona volontà che, anche attraverso la partecipazione ai processi politici, possono compiere scelte chiare a favore del bene comune, anziché aderire a idee estremiste che potrebbero causare danni ben più gravi di quanto attualmente non si percepisca».

 L’ingerenza e la difesa della vita

In Francia c’è chi ha gridato allo scandalo per le dichiarazioni di Leone XIV sulle questioni socio-politiche. «Non ho oltrepassato il confine che separa Chiesa e Stato», risponde il Papa. «Quando la Chiesa parla della difesa della vita, sta declinando il Vangelo nella vita delle persone e riafferma le parole stesse di Cristo: “Io sono la via, la verità e la vita”». Poi prosegue: «Trovandomi in un luogo come Lourdes dove le persone cercano qualcosa di molto più profondo riguardo alla malattia, alla disabilità o alle sofferenze, ho desiderato essere loro vicino». Il Papa parla di «miracolo» del santuario mariano che ha toccato con mano nel «camminare fra tanti malati e sofferenti» e nel «vedere come la grazia della presenza di Dio tocchi i loro cuori e ne trasformi la vita». Perciò il Papa si è sentito in dovere di «restituire dignità ai malati, agli anziani e a coloro che nella società vengono scartati». 

Gli abusi e l'ascolto

Sempre a Lourdes Leone XIV ha incontrato sette vittime di abusi da parte del clero. «Molte di loro – dice – hanno parlato di abusi sistemici; preferisco esprimermi in modo diverso. L’abuso sessuale è innanzitutto un problema umano. Quando avviene all’interno della Chiesa, assume un’ulteriore dimensione poiché la vita di fede viene profondamente ferita e talvolta persino distrutta. La Chiesa ha quindi una responsabilità particolare nell’accompagnare le vittime e nell’aiutarle nella guarigione». Il Papa riferisce di aver chiesto alle vittime di «aiutarmi a trasmettere la disponibilità, mia e della Chiesa, ad ascoltare e a sostenerle, riconoscendo il dolore causato».

L’AI e la distruzione dell’umanità

L’intelligenza artificiale distruggerà l’umanità? I guru della tecnologia lo hanno ipotizzato. «Se qualcuno mi chiese se sono nel panico, rispondo di no: dormo tranquillamente la notte», confida Leone XIV. Tuttavia, osserva, «ritengo che le preoccupazioni sollevate da molti specialisti del settore debbano essere prese sul serio. Non credo si tratti di fake news, come alcuni hanno sostenuto, per cercare di ottenere vantaggi economici». Da qui l’impegno: «Dobbiamo continuare a invitare i leader politici e i vertici dell’IA a esaminare ciò che potrebbe riservare il futuro. Il Vaticano ha istituito una propria Commissione. Stiamo cercando di continuare a promuovere il dialogo, lo studio e la ricerca per trovare il modo di garantire che l’IA non arrivi al punto di poter distruggere l’umanità. Sono relativamente ottimista. È un tema che mi interessa e sono disposto ad affrontarlo prescindendo dalle dialettiche del potere».

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