A Milano la Biblioteca Braidense è stata usata per una sessione di fitness
Fa discutere l'utilizzo della settecentesca sala milanese: nel salone intitolato a Maria Teresa d'Austria si è svolto un allenamento sponsorizzato da un brand italiano di skincare. Due anni fa il precedente della cena dell'Estetista cinica

Un allenamento di cardio dance ad alta intensità chiamato “Torch’d Workout”, come se ne fanno in palestra. Peccato che quella dove si è svolto martedì non fosse esattamente una palestra ma la settecentesca biblioteca Braidense, nel cuore di Milano. Che per buona parte della mattinata è stata chiusa al pubblico. In particolare, chiusi la sala catalogo con le attività di informazioni e prestito, e il salone intitolato a Maria Teresa d'Austria, sotto il cui grande ritratto di Agostino Comerio si è svolto l’allenamento vero e proprio. Un evento a numero chiuso, si legge sul sito Artribune, che ha visto protagonisti «Isaac Boots - coreografo e ballerino di Broadway - e il brand italiano di skincare naturale fondato da Irene Forte. Tra i sostenitori figura anche il nuovo hotel Carlton di via Senato gestito da Rocco Forte, padre dell’imprenditrice, dove gli invitati avrebbero soggiornato prima dell’allenamento».
Ma intanto la polemica è dilagata online. «Fino a che punto è accettabile piegare luoghi simbolo della cultura a operazioni di marketing o intrattenimento privato? E quale messaggio si trasmette quando uno spazio nato per custodire libri e conoscenza viene temporaneamente convertito in una palestra?», commentava un altro sito specializzato come Finestre sull’Arte. Sulla pagina Facebook di “Milano segreta” la notizia è stata subito ripresa - e commentata - da centinaia di utenti: tantissime le critiche di chi, per lavoro o studio, quando si reca in Braidense non può portarvi borse, zaini o bottigliette d’acqua. «Quanto vale la credibilità di un’istituzione? A Milano, poco: la biblioteca Braidense viene affittata come una palestra », ha titolato ironicamente il sito Dagospia, ricordando il precedente della cena organizzata dall’influencer Cristina Fogazzi alias l’Estetista cinica, che vi organizzò una cena nel giugno di due anni fa, suscitando un altro vespaio di polemiche.
«Non c’è nessun criterio, va bene affittare a chiunque pur di incassare» fanno sapere i sindacati di Brera, che proprio martedì mattina erano riuniti in assemblea. «Ormai qui avviene di tutto, compreso un servizio fotografico di Armani per il catalogo della mostra sullo stilista allestita all'interno della pinacoteca, in pieno orario di apertura con i custodi che hanno faticato a gestire il via vai di modelle, truccatori, operatori e i loro macchinari». Già che c'erano, aggiungono, hanno scattato le foto anche nel Cenacolo Vinciano (che da poco tempo fa parte della Grande Brera) dove però di Armani non è esposto nulla.
Il direttore Angelo Crespi si difende: «Il resto dei servizi della biblioteca non ha subìto variazioni. La lezione si è svolta in piena sicurezza. Una volta ogni tanto il museo si apre a novità». Non si sa a quanto sia stata affittata la Braidense; secondo alcune indiscrezioni, una cifra attorno ai 20mila euro per un’ora di cardiofitness.
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