Armi tra i giovanissimi e aumento della violenza: l'allarme unanime dei giudici

La diffusione di pistole e coltelli, a Napoli come a Palermo, l'incremento dei reati e delle detenzioni per gli under 18 a Milano, il caso dei minori non accompagnati che nessuno accoglie: ecco i temi condivisi dalla magistratura, che sabato ha aperto l'anno giudiziario da Nord a Sud
February 1, 2026
Armi tra i giovanissimi e aumento della violenza: l'allarme unanime dei giudici
La carenza cronica di personale, togato e amministrativo, è il filo rosso che cuce tra loro le relazioni di inaugurazione dell’anno giudiziario pronunciate in tutti i distretti di Corte d’Appello. Per quanto riguarda invece i reati, gli allarmi più segnalati da presidenti e procuratori generali riguardano la criminalità minorile (baby gang, ma non solo), le violenze a sfondo sessuale e i femminicidi.
La procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, mette in luce come siano aumentati del 40% negli ultimi 12 mesi i «delitti contro la libertà sessuale» commessi dai minorenni. E «per la prima volta negli ultimi anni» ci sono procedimenti «per omicidio e femminicidio» a carico di ragazzi minori di 18 anni. La magistrata ha messo in evidenza anche «l’aumento e l’elevato numero» di scippi e rapine commessi da minori stranieri non accompagnati, che il sistema non accoglie e lascia soli, e da «minori di seconda generazione delle periferie lombarde».
Ma il fenomeno, si diceva, non riguarda solo il Nord. A Catania il presidente facente funzioni della Corte d’appello, Giovanni Dipietro, parla di «elevatissimi tassi di devianza minorile», da collegare agli «allarmanti dati dell’abbandono e della dispersione scolastica». A Roma e nel Lazio, i detenuti nelle carceri minorili - avverte il Pg Giuseppe Amato - sono aumentati «del 50% in meno di tre anni». Molti sono coinvolti nello spaccio di droga, anche crack e cocaina. A Napoli si registra un uso «crescente e disinvolto» delle armi anche tra i più giovani, mentre in Emilia-Romagna l’allarme specifico è sull’uso dei coltelli. «In estese aree sociali del territorio e del distretto giudiziario di Palermo» - denuncia la procuratrice dei minori Claudia Caramanna - bambini di 10-11 anni «hanno disponibilità di pistole, che utilizzano con disinvoltura».
Insomma, «la violenza sembra ormai una modalità comunemente praticata di comunicazione giovanile - osserva da Perugia il Pg Sergio Sottani -. Si manifesta col bullismo on line, risse di strada, aggressioni verbali e fisiche».
Quanto ai reati a sfondo sessuale e alla violenza di genere, sono notevoli le percentuali d’incremento: più 44% a Milano (si passa da 160 a 230) per i primi, più 48% per la seconda a Napoli (oltre 9mila casi), dove i femminicidi - sottolinea il Pg Aldo Policastro - sono raddoppiati (da 5 a 10) in un anno.
Non mancano poi le analisi sull’infiltrazione sempre più capillare delle mafie. E se la camorra veste ormai gli abiti «dell’investitore economico-finanziario» e Cosa nostra mostra - afferma la Pg di Palermo Lia Sava - «ritrovata vitalità» tra «nuove tecnologie e legami con il passato», la ‘ndrangheta resta «una piaga purulenta» e una «presenza asfissiante» in Calabria, come rileva la presidente della Corte d’Appello di Catanzaro Concettina Epifanio. Confermata nella Capitale e nel basso Lazio la presenza di clan mafiosi «autoctoni» e «delocalizzati» dalle regioni del Sud . E il rischio di infiltrazioni mafiose è segnalato anche in Abruzzo dal Pg presso la Corte d’Appello dell’Aquila Alessandro Mancini. 

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