Ad Assisi gli studenti marciano contro la guerra: «Basta con bombe e parole d’odio»
Migliaia di alunni e docenti del Meeting nazionale delle “Scuole di Pace” oggi sfileranno lungo la strada che collega Santa Maria degli Angeli ad Assisi. Flavio Lotti: «Non ci rassegniamo alla realtà dei conflitti»

Come le stelle del cielo e i granelli di sabbia sulla spiaggia del mare. Anche gli studenti e gli insegnanti del Meeting nazionale delle Scuole di Pace sono parte attiva di quel «popolo immenso» indicato ieri da Leone XIV. In migliaia oggi sfileranno lungo la strada che collega Santa Maria degli Angeli ad Assisi. Si guarderanno negli occhi, canteranno, alzeranno al cielo striscioni e cartelloni, e faranno partire un unico grande grido: «Basta guerre e attacchi al Papa», colpito in maniera «indecente e inaccettabile» da Donald Trump. Lo ribadisce ad Avvenire Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, che ha coordinato l’incontro e la Marcia. «È in atto un’escalation di bombe e di volgarità. E gli attacchi al Pontefice sono parte di questa volgarità - sottolinea -. Le bombe continuano ad ammazzare civili, donne, bambini, anziani. Ma non possiamo permetterci di rassegnarci di fronte a questa terrificante realtà». Allo stesso tempo, continua il presidente, «stiamo assistendo a questo uragano di insulti pronunciati dal presidente della principale potenza mondiale che sono altrettanto spaventosi: non uccidono ma trasmettono il panico e seminano orrore. Non è perché sono cattolico che credo di dover difendere papa Leone, ma perché ritengo che sia intollerabile che si possa dire a qualcun altro, qualsiasi sia il suo ruolo, che cosa deve dire e di che cosa si deve occupare». Secondo Lotti, Trump si sarebbe spinto fino a tal punto «perché purtroppo il “gioco della guerra” è diventato sempre più difficile e complicato da gestire anche da coloro che la fanno».
Anche per questo motivo, alla testa del corteo (in partenza alle 9) ci sarà un lungo striscione con la scritta “Sbellichiamoci”. Lo stringeranno gli studenti che ieri hanno animato il Meeting “Sui passi di Francesco” intitolato “Io Cambio” organizzato ad Assisi in occasione dell’ottavo centenario del Patrono d’Italia e a 80 anni dalla nascita della nostra Repubblica. I ragazzi sono arrivati da 14 regioni italiane. E hanno dai 4 ai 18 anni. «L'idea - spiega Lotti - è proprio quella di eliminare tutto ciò che è bellico dalla nostra vita e dal mondo. Non basta pensare alla pace, non basta parlare di pace, bisogna agire per la pace. Marciare significa proprio mettersi in movimento, assumersi la responsabilità. Imboccare una strada diversa è possibile. Tutti possiamo e dobbiamo cambiare affinché tutto questo orrore finisca». La Marcia per la Pace arriverà intorno alle 11 in piazza San Francesco, dove si terrà l’assemblea plenaria del Meeting. Tra gli altri, interverranno monsignor Felice Accrocca, arcivescovo delle diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e di Foligno, fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento, il sindaco di Assisi Valter Stoppini e la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Da lì verrà lanciato un nuovo pressante grido per la pace, a un passo dalla tomba di San Francesco. «È l'uomo che ci indica la via per il cambiamento, perché lui stesso ha saputo cambiare la sua vita – evidenzia il presidente -. Dalla sua vicenda personale possiamo capire che chiunque può seguire la sua strada».
È questo il cuore del messaggio del Meeting, che è parte di un programma educativo avviato nel 2013 dalla Rete Nazionale delle Scuole di Pace in collaborazione con i Francescani del Sacro Convento. Tre gli obiettivi pedagogici fondamentali. Il primo è far conoscere san Francesco attraverso lo studio della sua storia e dei suoi esercizi di pace. Il secondo è fare esperienza del Santo nelle proprie comunità. Il terzo è muoversi sui suoi passi, assumendosi la responsabilità di agire con atteggiamenti e azioni concrete. Un impegno che è diventato visibile ieri: Assisi si è trasformata in un laboratorio diffuso. Gli studenti si sono incontrati nei luoghi più significativi della città, dal Sacro Convento alla Sala della Spoliazione. E sono diventati protagonisti di esperienze ispirate al Santo. «È stata un'occasione per i ragazzi e i bambini di tutte le età di riflettere, condividere con gli altri il lavoro svolto in classe e scoprire ciò che un ragazzo come Francesco può dire anche a loro».
La pace, insomma, riflette Lotti, non solo può partire dal basso, ma anche dai più giovani: «Abbiamo bisogno di investire su di loro. Li dobbiamo accompagnare in un cammino di cambiamento affinché loro stessi possano essere sempre più sicuri e solidi nelle loro scelte, diventando costruttrici e costruttori di pace». Il suo grande auspicio è che, sulla scia del programma educativo promosso dalla Rete, tutta la scuola italiana, cominci a muoversi sui passi di Francesco. «Per noi sarebbe importantissimo perché la sua pedagogia, che è stata illuminata da oltre dieci anni da un Papa che ha scelto il suo nome, è straordinariamente moderna: libera le persone e non le schiavizza, e offre a ciascuno l’opportunità di scoprire sé stesso e diventare migliore. Sarebbe un’opportunità straordinaria per una scuola laica che ritrova i valori di Francesco già iscritti nella Costituzione italiana e nella dichiarazione universale dei diritti umani». Il sogno, insomma, «è che le proposte pedagogiche e i percorsi didattici che abbiamo elaborato in oltre 13 anni di cammino possano diventare patrimonio di tutta la nostra scuola e di tutte le nostre università». Nulla è impossibile insieme.
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