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Moda e ritratti, lo stile nobile di Bob Krieger

Giuseppe Matarazzo lunedì 10 maggio 2021

Moda e ritratti. Con un inconfondibile stile, nobile ed elegante, leggero ma nello stesso tempo profondo. I volti in una visione d’insieme dove lo sguardo si fa pensiero, la bellezza che mostra un’anima. Così Bob Krieger ha impresso nella nostra memoria grandissimi personaggi e gli abiti delle più importanti case di moda. Le sue foto, pubblicate dalle più prestigiose riviste internazionali dal New York Times a Vogue America, dal Time (con tre copertine una delle quali per Giorgio Armani) ad Harper’s Bazaar, hanno raccontato 40 anni di storia. Con Giorgio Armani, Gianfranco Ferrè, Missoni, Valentino, Versace, Laura Biagiotti, Gucci, Fendi, Ferragamo, Dolce & Gabbana, Etro, Moschino, Trussardi, Walter Albini, Luciano Soprani, Emilio Pucci, Challagan, Hugo Boss, Calvin Klein, ha mostrato il fashion a suo modo. Lo stesso che poi ha tramutato nel ritratto: davanti a lui ha posato il ghota mondiale del cinema, dell’industria, della politica, dello sport, dello spettacolo, della scienza, della cultura, del giornalismo. Bill Gates, Gianni Agnelli, Rita Levi Montalcini, Indro Montanelli, George Bush, Giorgio Armani, Gianni Versace, Monica Bellucci, Charlotte Rampling e tantissimi altri.

Bob Krieger, milanese d’adozione, una vita girovaga, è morto il 7 maggio dello scorso anno, a 84 anni, nella Repubblica Domenicana, mentre si trovava in vacanza, ospite da amici. Si definiva un apolide: nato ad Alessandria d’Egitto, da padre nobile prussiano e madre siciliana che parlava in francese, pronipote del pittore Giuseppe Cammarano (suoi affreschi sono alla Reggia di Caserta e al teatro San Carlo di Napoli), era un uomo di mondo che trovò casa a Milano. «Sono le città a fare gli uomini. Le città dove scegli di vivere, di lavorare, di costruire una vita che in qualche modo finisce per essere simile al luogo in cui si svolge. Bob Krieger ha raccontato una volta che era un apolide e che è stata Milano a dargli le radici» - ricorda Giorgio Armani, aprendo il catalogo della meravigliosa mostra (promossa dal Comune di Milano a Palazzo Morando, nel 2019) “Imagine”, un anno dopo quella ospitata alla Reggia di Monza sui “Sguardi del pensiero e dell’anima”. «Perché Bob Krieger è una di quelle personalità che con il loro talento, l’inquietudine estetica, l’intuizione, hanno contribuito a fare di Milano “la città della moda”, del design della fotografia. Quando ci siamo incontrati per la prima volta – scriveva ancora Armani –, ognuno stava inventando, giorno dopo giorno, un modo diverso di lavorare e di vedere con occhi completamente nuovi quel presente che lui stava fissando con le sue fotografie. Non soltanto di moda, ma anche quei ritratti in bianco e nero che raccontavano storie segrete di personaggi che per la loro notorietà si crede di conoscere».

Bob Krieger a New York sul set di Missoni, 1969 - © Bob Krieger

La foto di copertina del catalogo di “Imagine” ritrae Bob Krieger a New York, nel 1969, sul set di Missoni, disteso per terra per fotografare la modella con alle spalle la Grande Mela. «Sembro un homeless», diceva mostrando qualche resistenza, ricorda Maria Grazia Vernuccio sua collaboratrice e amica per oltre vent'anni, che quella mostra ha organizzato. Quella foto di un giovane Bob Krieger «l’ho fortemente voluta», riprende Vernuccio: «è l’inizio di tutto e la testimonianza di un umilissimo fotografo cui tutto il mondo della moda e non solo, deve davvero tanto».

Ed è con lo spirito di quella foto – di un ragazzo apolide e sognante, che poi è diventato un mito della fotografia di moda e della ritrattistica, affermandosi per la sua immagine nobile ed elegante – che nasce il “Krieger Portrait & Fashion Photography Award”, primo premio internazionale riservato alla fotografia di moda e al ritratto dedicato alla memoria del grande fotografo nell’anniversario della sua scomparsa. «Bob ha segnato un’epoca nella fotografia, sia per la moda che per il ritratto – spiega proprio Vernuccio, ideatrice del Premio i cui dettagli saranno presentati prossimamente -. Questo progetto vuole mantenere vivo il suo ricordo, perché la memoria ci dice cosa stiamo stati e ci arricchisce non solo culturalmente, ma anche umanamente. Krieger è stato un maestro assoluto della fotografia di moda e del ritratto, riconosciuto come uno dei più grandi al mondo. E questa iniziativa si rivolge a giovani e professionisti di queste due categorie». Sulle orme di Krieger, maestro di stile.

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