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Inseguire la bellezza

Lorenzo Fazzini domenica 14 aprile 2024
La fede è un dono o una conquista? Si può essere colpevoli di non credere? Domande, queste, che possono affiorare anche dalla lettura di un romanzo duro e difficile, in cui molte analisi sulla matematica talvolta sfociano in riflessioni spirituali: è il caso di Stella maris (Einaudi), il romanzo con cui Cormac McCarthy si è congedato dai suoi lettori. Nel dialogo tra Alicia Western, malata mentale in un centro psichiatrico, e il suo medico Cohen affiora il paradosso di cui sopra: «“In ultima analisi la matematica è un’impresa basata sulla fede. E la fede è una faccenda aleatoria”. “Non sono sicuro di capire. La matematica come cosa? Una specie di progetto spirituale?” “È solo che non saprei come altro chiamarla. Da molto tempo penso che le verità fondamentali della matematica debbano trascendere il numero. Dopo tutto è una questione un po’ traballante. Nonostante la sua notevole bellezza”». E poco dopo: «“La matematica è tutta fatica e sudore. Magari fosse romantica. Non lo è. Devi importi di fermarti e tornare indietro. Ricominciare. Insegui la bellezza, insegui la semplicità. La bellezza viene dopo. Dopo che ti sei ridotto a un rottame”. “Ne vale la pena?” “Come nient’altro al mondo”. “Secondo lei qual è il dono indispensabile?” “La fede”. “Vedo che si accalora”. “Be’. Mi ha teso una trappola”». Come diceva Pascal: siamo imbarcati in una scommessa. © riproduzione riservata