Rubriche

Il crepuscolo degli dèi

Marina Corradi giovedì 10 gennaio 2013
Cernobbio, 1988 - I fotoreporter più giovani alzano i flash, nei saloni scintillanti di Villa d'Este, ma a bassa voce disorientati si domandano: e questo, chi è? Questo è Glenn Ford, e gli altri sono Robert Mitchum, June Allyson, Bette Davis e Joseph Cotten. Cinque vecchi divi di Hollywood assieme a Villa d'Este per una serata nostalgica degli anni 40.Le star dei nostri padri hanno ora ottant'anni. Osservo il lavoro del tempo sulle loro facce. Sono ancora belli, ma con un'ombra drammatica nei tratti, o nei grandi occhi pervinca di Bette Davis. Dalla vita hanno avuto tutto. Ma, ci dicono, nelle giornate in questo sontuoso grand hotel ciascuno ha a disposizione una Rolls Royce con autista, e se ne serve da solo. Ciascuno se ne sta nella sua sontuosa suite, da solo. Non si incontrano neanche per bere un tè. Non si telefonano neppure.Davanti ai flash sorridono, ma appena dopo sembrano assenti. Non felici, e neppure troppo lieti di essere ancora, dopo avere avuto tanto, sani e vivi. È amaro, penso, avere avuto il mondo nelle mani, e perderlo un giorno alla volta, invecchiando. Io, giovane cronista, lascio Cernobbio immalinconita da questo crepuscolo di dèi. Dunque né i soldi né il successo bastano, alla fine. (Gli splendidi occhi blu di Bette Davis, sotto il trucco, così stanchi).