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Commercialisti, assegni garantiti con le regole «pro tempore»

Vittorio Spinelli mercoledì 14 novembre 2018
Le pensioni liquidate dalle Casse di previdenza dei liberi professionisti sia col sistema retributivo sia con il contributivo devono essere calcolate rispettando, pro tempore, le regole proprie di ciascun sistema. Anche le pensioni provenienti da contributi a cavallo dei due sistemi devono contenere una quota retributiva ed una contributiva calcolate sulla base delle relative e distinte disposizioni. A causa delle riforme della previdenza di categoria, la liquidazione delle due quote è un problema molto diffuso fra i professionisti pensionati, e ha dato origine a non pochi contrasti con la rispettiva Cassa sulla corretta applicazione del criterio pro tempore.
Un recente scontro sulla materia ha interessato un commercialista pensionato con la rispettiva Cassa (Cnpadc). L'ente ha avviato già a partire dal 2004 l'applicazione del sistema contributivo, potendo così arrestare la crescita nei bilanci del cosiddetto "debito latente" (prodotto dal calcolo reddituale delle pensioni in vigore fino al 2003), riassorbendo nel corso degli ultimi anni i pesanti effetti del calcolo retributivo. Ed oggi, come conferma il recente Bilancio tecnico con una proiezione estesa fino a 50 anni, la Cnpadc è in grado di garantire, a legislazione vigente, riserve superiori a 35 miliardi di euro.
Nel contesto della sua riforma, la Cassa ha previsto, come dovuto, il calcolo della quota di pensione secondo il modello reddituale, ma applicando per il passato criteri meno favorevoli per l'assicurato (nella specie, sul periodo di riferimento per il calcolo del reddito da lavoro). La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 27028 del 14 ottobre, ha invece precisato, pur nell'autonomia riconosciuta agli enti di previdenza privatizzati, che non sono consentiti provvedimenti o modifiche peggiorative delle disposizioni in vigore pro tempore, anche se finalizzati all'equilibrio dei bilanci.
Redditi 2017. La Cassa di previdenza dei commercialisti segnala che il 31 ottobre scorso è scaduto il termine per pagare la seconda rata 2018 dei contributi minimi e della maternità. Chi non ha rispettato la scadenza può provvedere al versamento utilizzando il bollettino Mav disponibile sul sito della Cassa (Servizi on line - Documenti). Gli interessi legali, calcolati per gli effettivi giorni di ritardo, saranno richiesti direttamente dalla Cassa nel corso del 2019.
E' imminente invece, domani 15 novembre, il termine per comunicare i dati reddituali relativi al 2017 (servizio Pce 2018). Sono obbligati alla comunicazione tutti i commercialisti, anche se abbiano esercitato la professione solo per breve periodo, in forma individuale o associata.