Messi c'è! E con Ronaldo la sfida continua, ed è ancora Mondiale
L'asso argentino ci sarà ai prossimi Mondiali e così potrà stabilire il record assoluto delle 6 edizioni a cui ha partecipato. Unico record però condiviso con il suo eterno rivale, il portoghese CR7

Infinito Messi. «Lardo ai giovani», avrebbe detto Gianni Mura, l’Argentina lascia a casa i giovani, il galattico del Real Madrid Mastantuono e la stellina del Betis, Lo Celso, e spazio ancora al “monumental” Leo Messi: 39 anni il prossimo mese, 900 gol segnati in carriera, tra la Seleççion, Barcellona, Paris Saint Germain e Inter Miami. In più campione d’Europa e del mondo per club e campione del mondo in carica con l’Albiceleste. Il “Capitano” rosarino ha risposto subito alla chiamata del generale e suo quasi omonimo, Lionel Scaloni, il ct dell’Argentina che gli ha offerto la straordinaria possibilità di prendere parte al 6° Mondiale in carriera. Record assoluto, ma condiviso. Se Leo non si fosse presentato (impossibile la Coca Cola e tutti gli sponsor americani lo avrebbero cacciato dagli Usa), il suo eterno rivale, Cristiano Ronaldo, a 41 anni, altrettanto storico Capitano del Portogallo, sarebbe passato in vantaggio: 6 Mondiali a 5. E invece CR7 contro Messi può solo pareggiare, 6-6 e due “Eupalla” (divinità breriane del folber) ancora al centro. Messi irraggiungibile quanto a titoli vinti in carriera, 47, e la sfida dei Palloni d’Oro è ormai blindata sugli 8 conquistati da Leo e i 5 da Cristiano. Ma la storia continua, tra States, Messico e Canada, i tre Paesi in cui dall’11 giugno al 19 luglio si consumerà questa kermesse iridata dall’esito incerto, ma dalla certezza della presenza delle due stelle più luminose nel firmamento del football. Leo e Cristiano non sono stati chiamati al Mondiale degli Over, competizioni in cui ormai si esibisce la maggior parte dei loro coscritti, sono invece invitati a far vedere in mondovisione quel che resta della loro gioventù. Lo scatto, per entrambi, non è più quello del decennio scorso, ma il fosforo e la fantasia, che ne fanno due marziani atterrati sul pianeta calcio, sono intatti, e con quel bagaglio eccezionale che si portano dietro possono ancora fare la differenza. Messi quattro anni fa la differenza l’ha fatta in Qatar, trascinando l’Argentina al terzo trionfo mondiale nella finale vinta contro la Francia. Con Lautaro e Nico Paz al suo fianco, Leo è pronto ancora a stupire il mondo. E lo stesso vale per Cristiano Ronaldo con il Portogallo. CR7 ha appena vinto il suo 37° titolo in carriera, il primo nel campionato degli Emirati Arabi da quando è in forza all'Al-Nassr. La Saudi Pro League gli consente di essere ancora uno splendido quarantenne e con le 106 marcature in 102 incontri disputati con il club saudita è salito a quota 991 gol in carriera. A un passo dai leggendari “mille” di Pelè. Il suo obiettivo dichiarato è quello di arrivare a 150 reti con la maglia del Portogallo: ne mancano ancora 7, come il numero che porta da sempre stampato sulla schiena della sua iconica maglia. Messi alla seconda presenza in campo a questo Mondiale taglierà le 200 partite disputate con la casacca dell’Argentina che ha onorato e glorificato, quanto Cristiano Ronaldo ha fatto con il Portogallo. Il suo amato Paese, al quale il ragazzo di Madera ha promesso in una notte di mezza estate di dieci anni fa che un giorno lo avrebbe portato sul tetto del mondo. Era il luglio del 2016, quando il Portogallo vinse gli Europei, e ora questa è l’ultima possibilità per CR7 di mantenere la promessa. Ma prima dovrà ancora fare i conti con il suo spettro argentino, Leo Messi.
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