sabato 8 aprile 2017
Appena 187 millesimi di secondo in quella che si preannuncia come una battaglia fra i due, nella gara che scatta domenica mattina a Shangai, seconda prova del mondiale F.1
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Un soffio di vento divide Hamilton e la sua Mercedes dalla Ferrari di Vettel. Appena 187 millesimi di secondo in quella che si preannuncia come una battaglia fra i due, nella gara che scatta domenica mattina a Shangai, seconda prova del mondiale F.1. È un divario minimo che conferma come la lotta sia ristretta a Mercedes (con Bottas ad appena un millesimo da Vettel) e Ferrari (Raikkonen, quarto a meno di mezzo secondo). Il resto della truppa è inesistente, tanto che Ricciardo è a oltre un secondo e tre decimi di distacco e Massa, sesto, a quasi due. Sarà sfida Ferrari Mercedes come lo è sul mercato cinese. Infatti, questa è una delle poche gare in cui i risvolti extrasportivi contano più del risultato in pista.

I dati dell'ultimo rilevamento parlano da soli: in un solo mese sono state vendute quasi tre milioni di auto (2,939 per la precisione) su un totale di quasi 25 milioni di vetture vendute nel 2016, con un aumento del 15,6 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. In questo mercato, che da solo vale più di quello dell'Europa a 27, la Mercedes la fa da padrona. Le vendite solo a gennaio sono cresciute del 18,3 per cento con 178.500 auto vendute e questo successo lo si deve al 46 per cento di vendite in più registrate in Cina (58.800 auto nuove di cui Suv e Classe C allungata). Ma il mercato del lusso ha premiato anche Porsche, con un più 24,2 per cento e Audi, con un più 4 per cento.

In questo contesto, nonostante la nuova tassa imposta dal governo centrale (si paga il 25 per cento in più di imposta sulle auto che costano più di 177 mila euro) la Ferrari è penalizzata anche se chi spende per una rossa non ha problemi a pagare la tassa. Infatti i dati di vendita dicono che nel 2016 la Ferrari ha piazzato 700 vetture contro le 610 dell'anno precedente ma ora, con la tassazione aumentata, molti cinesi vorrebbero evitare un supplemento di spesa.

Ecco perché, nonostante la maggior parte delle tribune del circuito siano vuote (ma quelle piene sono sufficienti per garantire buoni introiti) la sfida in pista si traduce in vendite nel settore del lusso e alto di gamma. Quindi una Ferrari vincente domenica, diventa un biglietto da visita importante in un mercato in cui 700 auto rappresentano il record di vendite. E per questo la tensione in pista si porterà dietro dei risultati economici. E anche qui, come al Gran Premio, è una sfida tutta tedesca e italiana.

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