Su Gutenberg 80 è "Eterna Odissea"
Dal film di Christopher Nolan alle riscritture di Omero, nell'inserto culturale di "Avvenire" il viaggio di Ulisse continua a parlare al presente attraverso i suoi archetipi

Il numero 80 di Gutenberg, in uscita venerdì 17 luglio, è dedicato all’Odissea e alla sua capacità di attraversare i secoli continuando a generare racconti. L’occasione è l’arrivo nelle sale del nuovo film di Christopher Nolan, che riporta sul grande schermo il viaggio di Odisseo. "Eterna Odissea" interroga la fortuna del poema, dai suoi archetipi alle riscritture moderne, interrogando il fascino di un eroe che cerca la strada di casa e insieme mette alla prova i confini del mondo conosciuto.
Alessandro Zaccuri legge il film di Nolan come il racconto della nascita e del tramonto della civiltà antica. La vicenda si apre tra relitti e frammenti di memoria, mentre Odisseo tenta di ricomporre la propria identità e un mondo destinato a scomparire. Il confronto con Vico, Eliot e Pound accompagna una lettura in cui la legge dell’ospitalità si oppone alla violenza di Agamennone e alla guerra per la supremazia economica. I palazzi possono cadere e la scrittura essere dimenticata, ma rimangono il linguaggio e il canto.
Alessandra De Luca entra nella costruzione cinematografica del kolossal, girato interamente in IMAX e affidato a un cast che comprende Matt Damon, Anne Hathaway e Tom Holland. Quello di Nolan è un Odisseo tormentato, costretto a guardare le proprie colpe prima di poter tornare a Itaca. Il nostos diventa così una resa dei conti con il fallimento della generazione uscita dalla guerra di Troia, mentre la struttura non lineare del film intreccia il viaggio del padre con la ricerca di Telemaco.
Roberto Mussapi torna alla ricchezza originaria del poema attraverso le sue donne e le sue isole. Nausicaa, Circe e Calipso accompagnano Odisseo verso la petrosa Itaca, dove lo attende Penelope. L’isola diventa un mondo in miniatura e il mare il luogo dell’ignoto: da questo archetipo nasceranno la terra di Robinson Crusoe, l’isola della Tempesta di Shakespeare e quella del tesoro di Stevenson. Odisseo emerge come un re povero, dotato di una conoscenza capace di leggere gli uomini e il mistero.
Nel testo di Giuseppe Conte, anticipato dal numero di luglio-agosto di "Studi Cattolici", il rapporto con l’Odissea assume la forma di una memoria personale e letteraria. Al fascino immediato esercitato nell’adolescenza dall’Iliade segue la scoperta più lenta del poema del ritorno, riconosciuto come il grande romanzo d’avventura dell’Occidente. Ulisse attraversa Dante e Joyce, fino a riaffiorare dentro la narrativa moderna: è l’eroe che si chiama Nessuno, ma che proprio per questo può essere ritrovato ovunque.
Angela Calvini intervista Gioele Dix, impegnato in teatro con uno spettacolo dedicato a Ettore e Andromaca, dopo il precedente lavoro sulla figura di Telemaco. Per Dix Omero continua a parlarci perché racconta gli uomini prima degli eroi: il rapporto tra padri e figli, il desiderio del ritorno e la guerra che irrompe nella vita familiare. L’attualità della cronaca passa, ma resta la contemporaneità dei personaggi e delle domande che incarnano. Le immagini tratte dal film di Nolan accompagnano questi contributi, traducendo in una potente sequenza visiva il mondo di Odisseo e la sua rilettura cinematografica.
La sezione Percorsi si apre con un dialogo tra parole e immagini. Irene Baldriga presenta la mostra "Mirabilia Graphica" del Museo Galileo di Firenze, dedicata ai rarissimi calligrammi micrografici del gesuita Ignazio Muligino. A occhio nudo appaiono come immagini sacre, ma sotto la lente rivelano salmi e preghiere tracciati con lettere quasi invisibili: opere nelle quali la meraviglia barocca unisce virtuosismo e ricerca scientifica. Paolo Lagazzi accosta invece Brevi Brevissime di Giancarlo Baroni e Monocordi di Ghiannis Ritsos, due raccolte che restringono progressivamente lo spazio del componimento fino alla forma estrema di un solo verso.
Il percorso dedicato ai francobolli attraversa imprese molto diverse. Antonio Lo Campo racconta la collezione di astrofilatelia del torinese Umberto Cavallaro, composta da buste legate alle missioni Apollo, al volo di Juri Gagarin e alla storia dell’esplorazione spaziale. Non soltanto oggetti rari, ma documenti capaci di conservare la memoria delle missioni e dei loro protagonisti. Simona Verrazzo guarda invece alle emissioni dedicate alla Coppa del Mondo di calcio, dalle scelte dei Paesi ospitanti ai francobolli che celebrano qualificazioni storiche. La filatelia diventa anche uno strumento con cui le nazioni costruiscono e comunicano la propria immagine.
Chiude il numero Eugenio Giannetta, che mette in dialogo Cose da fare di notte al Circolo Polare Artico di Leonardo Piccione e Air di Christian Kracht. Il Nord dei due libri non coincide soltanto con una regione geografica: è un luogo prodotto dall’immaginazione, nel quale l’isola e il ghiaccio modificano la percezione del reale. Piccione lo ricostruisce attraverso la storia e le comunità che lo abitano; Kracht lo trasforma in uno spazio visionario, spingendo il proprio personaggio verso il margine del continente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire 





