A Sirolo una tomba principesca con carro riscrive la storia dei Piceni

Gli scavi della Soprintendenza svelano il corredo di un guerriero d'alto rango e una sepoltura femminile con l'intero letto funerario in legno rimasto intatto
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July 8, 2026
A Sirolo una tomba principesca con carro riscrive la storia dei Piceni
La tomba principesca a carro al centro del complesso funerario piceno del VI secolo a.C. recentemente scoperto vicino a Sirolo, nell'Italia Centrale /Soprintendenza ABAP Ancona Pesaro Urbino
Alle pendici del Monte Conero, nell'area della necropoli picena "dei Pini" di Sirolo, è tornato alla luce un complesso funerario del VI secolo a.C. che sta ridisegnando la mappa delle aristocrazie picene dell'Adriatico centrale. Al cuore del ritrovamento c'è la sepoltura di un uomo di altissimo rango, deposto insieme a un carro a due ruote, armi, grandi contenitori di bronzo e numerosi oggetti di prestigio ancora in corso di studio. I Piceni furono un popolo italico stanziato tra le attuali Marche e l'Abruzzo settentrionale tra il IX e il III secolo a.C., organizzato non in un'unica entità statale ma in comunità autonome legate da usanze e riti condivisi. Non avendo lasciato una tradizione scritta paragonabile a quella di Greci o Romani, la loro storia si ricostruisce quasi esclusivamente attraverso le necropoli: è nei corredi funerari — armi, vasellame di importazione, ambra, carri — che si leggono i rapporti di forza, il rango sociale e le reti di scambio che collegavano l'Adriatico centrale a Etruschi, Greci e alle culture dell'Europa protostorica. Sirolo-Numana era uno dei loro centri più importanti e il confronto con un altro celebre ritrovamento locale è inevitabile: nella stessa area dei Pini fu scoperta negli anni Ottanta la cosiddetta "Tomba della Regina", una sepoltura femminile del VI secolo a.C. che restituì oltre 1.700 oggetti e due carri, oggi conservati nell'Antiquarium di Numana.
L’attuale scavo è frutto di un'indagine di archeologia preventiva condotta dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro Urbino, realizzata dalla società ArcheoLab in collaborazione con il Comune di Sirolo e sostenuta con i fondi del Ministero della Cultura. Al centro del nuovo complesso si trova una grande tomba maschile, dove è stato rinvenuto un carro a due ruote, il currus, deposto integralmente all'interno della fossa funeraria insieme a un ricchissimo corredo. Nel mondo piceno, come in gran parte dell'Italia preromana, un carro deposto in tomba non era un semplice mezzo di trasporto ma un simbolo di comando: secondo gli studiosi rappresenta uno degli indicatori più evidenti del rango elevato del defunto e trova confronti solo nelle sepolture principesche più importanti dell'Italia preromana. Accanto al veicolo sono stati trovati armi, oggetti in bronzo e contenitori legati probabilmente a un banchetto rituale. Tra le scoperte più intriganti, ancora da confermare, spicca il possibile ritrovamento di un lituo, uno strumento rituale noto finora soprattutto dalle raffigurazioni etrusche e raramente documentato archeologicamente: se l'identificazione fosse confermata, potrebbe indicare che il personaggio sepolto esercitasse anche funzioni religiose o politico-sacerdotali, oltre a quelle militari.
Uno degli elementi più sorprendenti riguarda un gruppo di grandi contenitori in lamina di bronzo trovati all'interno della tomba a carro, chiusi da coperchi in ceramica e rimasti sigillati per duemilacinquecento anni. Al loro interno si conservano ancora resti organici, frammenti ceramici e ossa animali, oggi al centro di un delicato microscavo di laboratorio. Non si tratterebbe di semplici offerte alimentari, ma di testimonianze dirette del banchetto funebre che accompagnava la sepoltura di un capo: mangiare, bere e ostentare ricchezza erano parte integrante del cerimoniale con cui le élite picene celebravano potere e prestigio.
“Questa scoperta – sottolinea l'archeologo Stefano Finocchi, direttore scientifico dello scavo – ci consente finalmente di ricostruire il contesto originario della tomba del guerriero rinvenuta nel 2020 e di inserirla all'interno di un più ampio complesso funerario organizzato attorno a una sepoltura principesca con carro”.
Anche l'architettura del monumento si discosta dagli schemi noti. Le grandi tombe a circolo picene sono di norma delimitate da un fossato anulare, spesso a sezione a V, che separava simbolicamente lo spazio dei vivi da quello dei morti. A Sirolo, invece, gli archeologi hanno individuato una palizzata lignea, ricostruibile attraverso una fitta sequenza di buche di palo lungo tutto il perimetro. Sul fondo di molte di queste buche sono stati rinvenuti piccoli depositi rituali con frammenti ceramici e strumenti in selce, interpretati come offerte di fondazione legate alla costruzione del monumento stesso. Se questa lettura verrà confermata dalle analisi, la necropoli di Sirolo introdurrà un modello di monumentalizzazione dello spazio funerario finora sconosciuto nell'archeologia picena.
Accanto alla tomba principesca è stata individuata anche una sepoltura femminile in uno stato di conservazione eccezionale. Sono stati documentati, ancora nella posizione originaria, resti di tessuti, calzature con elementi metallici e numerose fibule disposte su petto, spalle, bacino e piedi, che permettono di ricostruire come fossero indossati abiti e sudario. Oltre la testa della donna è stata trovata una grande fibbia con anima d'ambra, forse appartenuta a un copricapo o a un'acconciatura.
Il dato considerato più rilevante dagli studiosi, tuttavia, riguarda la scoperta dell'intero apparato ligneo del letto funerario: le tracce organiche di sei elementi in legno hanno permesso di ricostruire con precisione la struttura su cui la donna era stata deposta. Una conservazione di questo livello è rarissima nel panorama piceno e potrà offrire informazioni inedite su tessuti, arredi lignei e rituali funebri delle aristocrazie locali.

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