Premier e papà. Con la maternità surrogata

L’annuncio del primo ministro olandese Rob Jetten del figlio condiviso con il compagno ottenuto grazie a una madre in affitto («ma è solidale...») segue di pochi mesi il caso del leader della Cdu tedesca al Bundestag Jens Spahn. L’utero in affitto normalizzato dalla politica
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October 29, 2026
Premier e papà. Con la maternità surrogata
Il primo ministro olandese Rob Jetten
Il premier olandese Rob Jetten diventerà papà. È stato lui stesso ad annunciare al mondo intero con un post su Instagram la nascita del bambino, la prossima primavera. Niente di straordinario, se non fosse che il piccolo non avrà una mamma ma un secondo papà, il giocatore di hockey Nicolas Keenan, e verrà al mondo grazie a una donatrice di ovociti e a una madre surrogata, entrambe «conoscenti personali» della coppia.
«È in arrivo una persona molto speciale. Ci vediamo nel 2027, piccolo tesoro», hanno scritto Jetten e Keenan nel messaggio, accompagnato da una foto in cui mostrano un’ecografia. Il premier Jetten appartiene al partito D66 (Democraten 66), di centro-sinistra e su posizioni ultraliberali sui temi etici, compresa l’eutanasia.
È stato lo stesso partito a spiegare in un comunicato che le due donne sono «felici di poter aiutare i due futuri papà a realizzare il loro desiderio di avere un figlio» e che la coppia, dal canto suo, è «infinitamente grata a queste due donne». In Olanda la Gestazione per altri (Gpa) è consentita solo in forma “altruistica”, non in quella commerciale, seppure con alcune zone d’ombra come il passaggio della responsabilità genitoriale dalla madre ai “genitori intenzionali”. La madre surrogata non può essere retribuita per il suo “servizio”; sono consentiti solo rimborsi spese, che però è il metodo grazie al quale spesso si fanno passare notevoli trasferimenti di denaro.
Il caso olandese segue di pochi mesi quello tedesco; a metà luglio infatti si è dimesso il presidente dei deputati Cdu-Csu al Bundestag, Jens Spahn, 46 anni, in seguito all’“arruolamento” di una donna americana per avere un figlio con il compagno. In Germania la Gpa è vietata e lo stesso Spahn in passato aveva più volte appoggiato il bando.
Se nel caso tedesco la manifesta incoerenza di Spahn tra la scelta privata e la posizione pubblica ha determinato un mezzo terremoto politico, l’effetto opposto potrebbe verificarsi in Olanda: l’esposizione mediatica del premier, supportata da leggi comunque discutibili e con varie aree grigie, potrebbe trasformarsi in una “normalizzazione” della surrogata. Quella che fatica a emergere è la realtà intrinseca di diseguaglianza e sfruttamento che sottostà alla pratica dell’utero in affitto, che l’Italia, prima al mondo, nel 2024 ha reso punibile anche se praticata da cittadini italiani all’estero.
Il rischio è che la scelta delle coppie omosessuali maschili di ricorrere alla Gpa e sbandierata ai quattro venti da leader politici autorevoli che sono anche personaggi pubblici influenti, faccia percepire la pratica come “normale” e senza alcuna implicazione etica (la madre scomparsa, la gestante-incubatrice, i compensi travestiti da rimborsi spese, il bimbo-merce...). Senza contare che i casi di Gpa altruistica sono rarissimi; molto più frequente il ricorso a donne residenti in Paesi in cui la Gpa commerciale è consentita, con tutti i rischi di sfruttamento che essa comporta.
Il tema non riguarda solo le coppie omosessuali. Poche settimane fa l’ex casa regnante greca ha annunciato con toni trionfalistici che il primo figlio di re Costantino, Filippo, e sua moglie Nina Flohr sono diventati genitori di un bimbo nato da utero in affitto negli Stati Uniti.

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