La sanità (italiana) di “Doc” diventa modello in tutto il mondo

La quarta stagione di una delle serie tv più popolari della nostra televisione, in onda dal 1° di ottobre, “traina” altre 8 versioni realizzate in altri Paesi, Stati Uniti e India inclusi. Dove l’appoccio umano ai pazienti al centro del racconto ha emozionato e convinto un pubblico vastissimo
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October 1, 2026
La sanità (italiana) di “Doc” diventa modello in tutto il mondo
Luca Argentero nei panni del medico protagonista della serie tv italiana "Doc"
Da giovedì 1° ottobre torna in onda su RaiUno la serie televisiva “Doc – Nelle tue mani”, che è stata la serie lunga di maggiori ascolti degli ultimi vent’anni, con medie che nelle prime puntate, andate in onda nelle settimane della pandemia (primavera 2020), si assestavano sugli otto milioni di spettatori a serata. Un successo straordinario, che ha portato la serie a essere venduta in decine di Paesi, ma – cosa forse meno nota – a essere acquistata anche per farne remake in un numero notevole di Paesi molto importanti – per ora otto – fra cui il gigante India, il Messico (dove la serie è stata prodotta per Netflix) e – cosa rarissima nel panorama televisivo italiano – gli Stai Uniti, dove la prima stagione è andata in onda con grandissimo successo sulla rete in chiaro Fox a gennaio 2025, e dal 22 settembre è in onda la terza stagione.
In Usa il personaggio di Luca Argentero è stato trasformato in una dottoressa, di conseguenza hanno cambiato sesso anche i personaggi più vicini alla protagonista, per mantenere analoghe le dinamiche relazionali e affettive che si intrecciano con quelle professionali.
In Italia la quarta stagione promette di toccare un tema molto “caldo”, che è quello dei tagli (e/o degli aumenti dei costi) che riguardano il sistema sanitario pubblico. Un tema di non facile soluzione, che ha portato a una grande crisi del sistema britannico, e a tutta una serie di riflessioni e proposte sul sistema italiano per stare al passo con i tempi e garantire livelli ragionevoli di prestazioni in un contesto di costi sempre crescenti, anche per le nuove e più sofisticate possibilità di cura, i nuovi macchinari diagnostici, ecc.
Certo, il panorama della medicina e quello dell’economia sono cambiati da quando è nato il Sistema sanitario nazionale, ma l’intuizione, la linea guida di un sistema sanitario che potesse curare in modo democratico e dignitoso ogni cittadino, e fosse sostenuto dal sistema fiscale nazionale, è un’idea guida che anche papa Francesco aveva esortato a difendere e a non abbandonare, perché risponde molto bene alla dignità fondamentale di ogni persona e alla sostanziale eguaglianza di diritti di ogni cittadino. Certo, poi occorre far quadrare i conti, e da qui – a quanto si è capito dalle anticipazioni in conferenza stampa di presentazione – deriverà una parte significativa dei dilemmi che dovrà affrontare nella quarta stagione l’Andrea Fanti interpretato da Luca Argentero. Perché una medicina più efficiente e veloce può confliggere con la cura del malato, l’attenzione personale, l’empatia intesa come vero interesse di una persona per un’altra persona umana, che è stato sempre al centro del modo di intendere la medicina da parte di “Doc”. Lo ricorda proprio Francesco Arlanch, sceneggiatore che si era fatto le ossa nel primo decennio del Duemila con bellissime miniserie a contenuto religioso (ricordiamo Paolo VI, Sant’Agostino, Maria di Nazareth, sempre per la Lux Vide che produce anche Doc) e che ora, insieme a Viola Rispoli, è il capo-scrittore di questa serie che ha varcato i confini nazionali. Arlanch ci ricorda molto semplicemente – lo ha scritto anche in un post sui suoi canali social – che “il paziente al centro” è uno dei principi fondamentali del personaggio e della serie, e non a caso è un qualcosa che rimane inalterato nei vari remake mondiali, anche molto caratterizzati nazionalmente: dalla asciuttezza delle relazioni nella versione americana al romanticismo eroico di quella indiana: «Una centralità e una dignità che vale per tutte le fasi della vita, anche nella sofferenza di chi si avvicina alla morte; un altro argomento che toccheremo in questa stagione» spiega lo sceneggiatore.
Il successo di “Doc” è un segnale chiaro che tutti capiamo che sarebbe giusto essere trattati così, e che tutti così vorremmo essere trattati.
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