«Invecchiare in salute? Dieta varia, movimento, meno stress. E relazioni ricche»
Vivere fino a 120 anni non è un obiettivo scientificamente realistico (e neppure desiderabile, se si accompagna a patologie): meglio puntare ad allungare la parte di vita “sana”. Allungando così anche i nostri giorni... Parla un esperto di scienza dell’invecchiamento di fama mondiale, Venki Ramakrishnan

Li celebriamo e li ammiriamo. Sono regolarmente intervistati sui loro ricordi e soprattutto sulle loro abitudini di vita, nella speranza di cogliere qualche indicazione per vivere come loro molto a lungo. Stiamo parlando degli ultracentenari che, secondo le più recenti stime Istat, solo in Italia ammontano a oltre 23mila, una cifra più che raddoppiata rispetto a vent’anni fa. Cosa fa di queste persone, di cui la stragrande maggioranza sono donne, qualcosa di “speciale”? Quali sono le condizioni biologiche e ambientali che hanno consentito loro di arrivare oltre la soglia del secolo, a volte con la mente ancora lucida e una salute accettabile?
A tutte queste domande e a molte altre questioni riguardanti la nostra condizione umana sul pianeta, la nostra salute e le oggettive possibilità valutate dalla ricerca medica di invecchiare bene – non dunque presunte o addirittura fantasiose – risponde il corposo e affascinante saggio scritto da un premio Nobel, il chimico e biologo indiano naturalizzato britannico Venki Ramakrishnan: Perché moriamo. La nuova scienza dell’invecchiamento e la ricerca dell’immortalità (Adelphi).

Senza volere emulare l’estensione di 969 anni del patriarca biblico Matusalemme, ci chiediamo se, dati i progressi della medicina e della ricerca biomedica, ci sia realmente un limite biologico oltre il quale non è possibile andare, oppure, anche attraverso le nuove tecnologie, sia attuabile una ampliamento della nostra esistenza terrena. Venki Ramarkrishnan dedica un intero capitolo dal significativo titolo “Folli o visionari?” a tutti coloro che attraverso la “crionica” hanno scelto di farsi congelare dopo il decesso in attesa che, in un ipotetico futuro, potranno essere “risvegliati” e curati dalle malattie oggi incurabili.
Note critiche rivolte da Ramakrishnan anche ai propugnatori del cosiddetto “transumanesimo”, vale a dire il superamento dei limiti biologici, ad esempio attraverso – tra le altre cose – il “trasferimento” della coscienza in future apparecchiature digitali. Non a caso, uno degli entusiasti sostenitori di tali remote possibilità transumaniste è quel controverso personaggio del mondo imprenditoriale della Silicon Valley che risponde al nome di Peter Thiel, proprio il medesimo che ha fatto di recente notizia da noi per il suo tour italiano sulla sua idea di “Anticristo”.
In mezzo a molte idee balzane – spesso a scopo di marketing – sul prolungamento della vita biologica abbiamo raggiunto Venki Ramakrishnan per farci chiarire dalla sua viva voce alcuni aspetti affrontati dalle sue ricerche e nel suo libro.

Professor Ramakrishnan, perché il nostro “destino biologico”, come lo definisce, è quello di invecchiare e morire?
L'invecchiamento è un accumulo di difetti e cambiamenti che portano gradualmente alla perdita di funzionalità. Quando sistemi vitali come il cuore, i polmoni, i reni e così via perdono la loro funzionalità oltre un certo limite, l'intero corpo non è più in grado di funzionare come un'entità completa e di conseguenza moriamo. Diverse specie si sono evolute per avere durate di vita molto diverse. Questo significa selezionare il giusto equilibrio tra l'impiego di risorse per il mantenimento e la riparazione (per prolungare la vita) e altri fattori come la crescita e la riproduzione. In ogni caso, l'idoneità o la probabilità di trasmettere i geni viene ottimizzata dall'evoluzione.
Cosa dovremmo ragionevolmente aspettarci da tutte le ricerche che lei descrive nel suo libro sulle possibilità di vivere più a lungo e, soprattutto, di invecchiare in salute?
È sempre difficile fare previsioni, ma la mia ipotesi è che nel breve termine troveremo il modo di vivere in salute migliore man mano che invecchieremo fino ai 70, 80 e forse anche 90 anni. Oltre questa età saranno necessarie importanti scoperte nella ricerca sull'invecchiamento.
Nei secoli passati l'aspettativa di vita era compresa tra i 30 e i 40 anni, mentre oggi è di 80 e persino oltre i 90. È davvero ragionevole pensare che in futuro saremo in grado di vivere fino a 120 anni senza gravi problemi di salute?
Sebbene l'aspettativa di vita media fosse molto bassa in passato, ciò era dovuto principalmente alla mortalità precoce, ad esempio la mortalità infantile e giovanile, o la morte durante il parto, e altri fattori. Persino nel XVI secolo Michelangelo, ad esempio, visse fino a quasi 90 anni. Credo che allungare la vita fino a 120 anni, ma vivendo in cattive condizioni di salute, non sia l'obiettivo di nessuno. Ciò che la maggior parte degli scienziati spera è di prolungare la salute, il che potrebbe come effetto collaterale anche allungare la durata della vita.
Gran parte della ricerca contemporanea si concentra su quelli che vengono comunemente definiti i “motori energetici” delle cellule, ovvero i mitocondri. Come qualsiasi “motore”, necessitano di cure per funzionare in modo ottimale. Cosa può dirci a riguardo?
I mitocondri sono organelli presenti nelle nostre cellule responsabili dell'ossidazione di combustibili come carboidrati o zuccheri, utilizzando quell'energia per produrre molecole ad alta energia utilizzabili in tutta la cellula. Si può pensare a questo processo come alla conversione di una forma di energia, ad esempio eolica, solare, idroelettrica o prodotta da generatori a petrolio, in una forma di energia altamente universale, ovvero l'elettricità. I mitocondri vivono in un ambiente altamente suscettibile ai danni causati dalle reazioni ossidative e possiedono anche un proprio piccolo genoma, soggetto a errori. Se i mitocondri diventano disfunzionali ciò ha conseguenze molto negative per il resto della cellula.
Come lei afferma più volte nel suo libro, anche nella conclusione, oggi dovremmo ancora affidarci a stili di vita sani e a un'alimentazione equilibrata piuttosto che a farmaci e a tutte le campagne di marketing anti-invecchiamento. Vuole spiegarci perché?
Esiste un enorme mercato per integratori e altri trattamenti la cui efficacia non è stata testata o che non hanno superato adeguati studi di sicurezza. Mentre la ricerca si impegna a sviluppare terapie efficaci per contrastare i problemi legati alla vecchiaia, possiamo assicurarci di vivere nel modo più sano possibile seguendo una dieta varia ed equilibrata, praticando regolarmente attività fisica aerobica e di potenziamento muscolare e dormendo a sufficienza. Tutte le ricerche finora condotte dimostrano perché questi tre fattori influenzino positivamente la nostra fisiologia. Inoltre, contribuiscono a ridurre lo stress, un altro fattore che accelera l'invecchiamento. Infine, diversi studi hanno dimostrato che una solida rete sociale di amici e familiari e un senso di scopo nella vita apportano benefici alla salute in età avanzata, e in realtà in qualsiasi momento della vita.
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