Caregiver, il “braccio destro del welfare”. In attesa del sostegno alle famiglie

Milioni di italiani interessati al disegno di legge in discussione, con aspettative che rischiano di andare deluse. Ma il ruolo di chi sta con amore accanto ai malati è sempre più insostituibile. Un convegno a Bologna
April 20, 2026
Caregiver, il “braccio destro del welfare”. In attesa del sostegno alle famiglie
Una rete di sostegni, da quelli legislativi a quelli sul territorio, per l’impegno fondamentale dei caregiver, cioè di coloro che si occupano delle persone fragili, giovani o anziane che siano. È questa la proposta, che in alcuni casi – insufficienti – è già realtà, scaturita dal convegno “Cura e assistenza alla persona fragile. Famiglia, caregiver e istituzioni” che si è svolto venerdì scorso a Bologna, nella sede dell’Istituto culturale Veritatis Splendor, per iniziativa della Fondazione Ipsser, del Veritatis Splendor e dell’associazione «Insieme per Cristina aps».
Sono intervenuti diversi esperti: Sergio Labate, filosofo dell’Università d i Macerata, Maria Novella Bugetti, dell’Università di Ferrara, Alessandra Servidori dell’associazione “TutteperItalia”, Rossella Corvaglia, assistente sociale dell’Ausl di Bologna e Pietro Speziali, medico di Medicina generale sempre dell’Ausl bolognese; tutti coordinati da Francesco Riccardi, vicedirettore di Avvenire.
Sul tema della cura si è soffermato Labate: «Il rischio della nostra epoca – ha detto – è che la cura non sia un giusto accompagnamento nella malattia e verso la morte ma una forma di rimozione della morte stessa. Così si afferma la medicalizzazione e professionalizzazione della cura. E poiché le forme sociali della cura come la famiglia sono indebolite si pensa che la famiglia possa essere sostituita dal welfare, prima pubblico e ora privato. Ma nessun welfare può sostituire l’amore che è la sostanza della cura». Servidori invece ha fatto il punto sul disegno di legge che riguarda i caregiver e che, ha spiegato, «in questi giorni è in discussione nelle commissioni parlamentari». «Io sono stata audita la settimana scorsa – ha detto – e ho segnalato che per la realtà dei caregiver familiari l'intervento del disegno di legge è troppo modesto e crea aspettative inutili nelle famiglie, che hanno invece un grande bisogno di essere aiutate e di vedere riconosciuto quello che è il braccio destro del welfare».
Anche Bugetti ha sottolineato che «siamo in attesa di ricevere da una riforma legislativa un sostegno per i caregiver familiari, quindi coloro che prestano cura spontaneamente, gratuitamente». E ha ricordato alcuni paradossi della nostra legislazione, per esempio «Il fatto che non esista un dovere di cura dei figli nei confronti dei genitori anziani e anche una certa diffidenza a ritenere che il lavoro di cura prestato da un familiare possa essere un lavoro di cura poi retribuito o comunque compensato, per esempio, in sede successoria».
Speziali e Corvaglia hanno illustrato rispettivamente il ruolo di «regia» che deve avere il medico di base nella cura dei soggetti fragili e la rete di sostegni ai caregiver messi in atto dall’Ausl di Bologna in vista della personalizzazione della cura dei soggetti fragili.

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