Campania verso la legge: la maggioranza di Fico spinge per il suicidio assistito

Due progetti del centrosinistra che sostiene il nuovo governatore. L’obiettivo è di regolamentare il percorso per la morte richiesta dai malati gravi. Dopo il “no” dei vescovi, si schiera anche il laicato cattolico
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June 25, 2026
Campania verso la legge: la maggioranza di Fico spinge per il suicidio assistito
Il nuovo governatore della Regione Campania Raffaele Fico / ANSA
Dopo la Toscana e la Sardegna, anche la Campania – al pari dell’Emilia Romagna – potrebbe dotarsi a breve di una legge per regolamentare il suicidio medicalmente assistito sul proprio territorio. All’interno del Consiglio regionale campano sono stati depositati infatti due testi che puntano a rendere accessibile la pratica alle categorie di malati gravi alle quali le sentenze della Corte costituzionale hanno aperto questa possibilità. Uno porta la firma di alcuni consiglieri del M5s e di altre liste che compongono la coalizione che sostiene il governatore della Campania, Roberto Fico; l’altro è stato presentato dal gruppo consiliare del Pd.
I due disegni di legge potrebbero confluire in uno solo nel corso dell’iter legislativo che dovranno affrontare nel parlamentino regionale. L’obiettivo dichiarato dei sostenitori è garantire tempi certi e regole chiare per l’accesso al suicidio assistito, cercando di aggirare così le lunghe battaglie legali contro le Asl degli anni scorsi. Il testo del Pd prevede l’obiezione di coscienza dei medici. Su circa mille richieste presentate in Regione solo due sono state accolte dai comitati scientifici ed etici già operanti all’interno delle Asl campane.
Per il medico campano Aldo Bova, presidente del Forum sociosanitario, che raggruppa 400mila persone che lavorano nel mondo della sanità italiana, «la soluzione alle questioni del fine vita non sta nel facilitare pratiche mortali bensì nel garantire un sempre maggiore accesso alle cure palliative: è su questo che andrebbe fatta una legge, non su “prestazioni” che sono peraltro contrarie allo spirito del Servizio sanitario nazionale e della Costituzione».
Secondo il filosofo e bioeticista Pasquale Giustiniani, professore emerito presso la Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale, «in Italia è in corso una deriva che punta a liberalizzare la soluzione più facile e tipica di una società iperconsumistica. È il classico difetto della modernità: si pensa il soggetto come in grado di autodeterminarsi in modo assoluto, ma né l’individuo né lo Stato possono disporre della vita».
Nel dicembre 2025, i vescovi campani hanno diffuso una nota pastorale – «Custodire ogni vita, accompagnare ogni sofferenza» – in cui ribadiscono «con forza» il «“no” della Chiesa all’eutanasia e al suicidio assistito».

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