Una delle conseguenze portate dal digitale nelle nostre vite รจ che abbiamo sempre meno pazienza. E persino davanti a fenomeni complessi pretendiamo (magari sfogandoci sui social) soluzioni semplici e immediate. Per esempio, un anno fa diventava legge il cosiddetto โDecreto Caivanoโ. Era stato adottato dal Governo ยซin virtรน dellโurgenza e della necessitร di arginare gravi episodi di criminalitร minorileยป. Al suo interno conteneva anche una parte dedicata alla tutela e alla sicurezza dei minori in ambito digitale per contrastare anche la diffusione della pornografia tra i minori. Proprio in attuazione del โDecreto Caivanoโ, lโAutoritร per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha da poco approvato uno schema di regolamento che disciplina le modalitร tecniche e di processo per lโaccertamento della maggiore etร degli utenti per alcuni siti o piattaforme. Preso atto che anche il Regolamento sui Servizi Digitali (il Digital Services Act) dellโUnione Europea richiede che ยซtutti i fornitori di piattaforme online adottino misure adeguate e proporzionate per garantire un elevato livello di tutela della vita privata, di sicurezza e di protezione dei minori, attraverso lโattivazione di meccanismi di verifica dellโetร ยป, nasce la domanda: come si fa a garantire questo divieto, in modo che funzioni per i minori e al tempo stesso tuteli la privacy di tutti? Proviamo a spiegarlo. LโAutoritร ha predisposto un sistema di verifica dellโetร basato sul principio del โdoppio anonimatoโ. Esattamente come avviene, per esempio, in Francia. In pratica, il servizio che fornisce il certificato di maggiore etร dellโutente non sa a cosa servirร . E al contempo, il sito in cui viene utilizzata lโattestazione di maggiore etร non conosce lโidentitร della persona. Messa cosรฌ sembra facile. ยซNel caso di sistemi di verifica dellโetร non basati su applicativi installati nel terminale utente, un processo di verifica dellโetร deve essere diviso in tre fasi distinte (che sintetizziamo, ndr): 1) in primo luogo, lโemissione di una โprova dellโetร โ; 2) in secondo luogo, la comunicazione della prova dellโetร va fornita solo allโutente che poi la presenterร al sito o alla piattaforma visitata; 3) il sito o la piattaforma visitata dallโutente analizza la prova dellโetร presentata e fornisce o meno lโaccesso al contenuto richiestoยป. Non รจ finita qui: per la verifica dellโetร si potrร fare uso di App apposite. Se siete arrivati fin qui senza farvi venire il mal di testa, vi faccio i complimenti. Ma so che state pensando: perchรฉ รจ cosรฌ macchinoso ottenere il divieto di accesso ai minori a siti e piattaforme con contenuti vietati? Perchรฉ, come ricorda lโAgcom, ยซi principi e i requisiti che i sistemi di verifica dellโetร devono rispettare sono diversiยป. Eccoli: ยซProporzionalitร tra mezzi utilizzati e impatto sulla limitazione dei diritti; protezione dei dati personali, senza trattamento di informazioni come documenti di identitร o dati biometrici; sicurezza informatica per mitigare i rischi di attacchi e tentativi di elusione; precisione ed efficacia nel contenimento degli errori nella determinazione dellโetร ; funzionalitร , accessibilitร e facilitร dโuso per gli utenti; inclusivitร e non discriminazioneยป. Ben sapendo che la questione รจ complessa Agcom ha previsto momenti di ยซformazione e informazione per minori, genitori e personale educativoยป. Lo schema di regolamento รจ ora notificato alla Commissione europea per lโultimo vaglio prima della sua entrata in vigore. Insomma, siamo sulla buona strada. Ma non รจ cosรฌ dritta e nemmeno cosรฌ veloce come molti di noi vorrebbero. ยฉ riproduzione riservata
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