Vietare il porno ai minori non รจ facile come sembra

Google preferred source
October 10, 2024
Una delle conseguenze portate dal digitale nelle nostre vite รจ che abbiamo sempre meno pazienza. E persino davanti a fenomeni complessi pretendiamo (magari sfogandoci sui social) soluzioni semplici e immediate. Per esempio, un anno fa diventava legge il cosiddetto โ€œDecreto Caivanoโ€. Era stato adottato dal Governo ยซin virtรน dellโ€™urgenza e della necessitร  di arginare gravi episodi di criminalitร  minorileยป. Al suo interno conteneva anche una parte dedicata alla tutela e alla sicurezza dei minori in ambito digitale per contrastare anche la diffusione della pornografia tra i minori. Proprio in attuazione del โ€œDecreto Caivanoโ€, lโ€™Autoritร  per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha da poco approvato uno schema di regolamento che disciplina le modalitร  tecniche e di processo per lโ€™accertamento della maggiore etร  degli utenti per alcuni siti o piattaforme. Preso atto che anche il Regolamento sui Servizi Digitali (il Digital Services Act) dellโ€™Unione Europea richiede che ยซtutti i fornitori di piattaforme online adottino misure adeguate e proporzionate per garantire un elevato livello di tutela della vita privata, di sicurezza e di protezione dei minori, attraverso lโ€™attivazione di meccanismi di verifica dellโ€™etร ยป, nasce la domanda: come si fa a garantire questo divieto, in modo che funzioni per i minori e al tempo stesso tuteli la privacy di tutti? Proviamo a spiegarlo. Lโ€™Autoritร  ha predisposto un sistema di verifica dellโ€™etร  basato sul principio del โ€œdoppio anonimatoโ€. Esattamente come avviene, per esempio, in Francia. In pratica, il servizio che fornisce il certificato di maggiore etร  dellโ€™utente non sa a cosa servirร . E al contempo, il sito in cui viene utilizzata lโ€™attestazione di maggiore etร  non conosce lโ€™identitร  della persona. Messa cosรฌ sembra facile. ยซNel caso di sistemi di verifica dellโ€™etร  non basati su applicativi installati nel terminale utente, un processo di verifica dellโ€™etร  deve essere diviso in tre fasi distinte (che sintetizziamo, ndr): 1) in primo luogo, lโ€™emissione di una โ€œprova dellโ€™etร โ€; 2) in secondo luogo, la comunicazione della prova dellโ€™etร  va fornita solo allโ€™utente che poi la presenterร  al sito o alla piattaforma visitata; 3) il sito o la piattaforma visitata dallโ€™utente analizza la prova dellโ€™etร  presentata e fornisce o meno lโ€™accesso al contenuto richiestoยป. Non รจ finita qui: per la verifica dellโ€™etร  si potrร  fare uso di App apposite. Se siete arrivati fin qui senza farvi venire il mal di testa, vi faccio i complimenti. Ma so che state pensando: perchรฉ รจ cosรฌ macchinoso ottenere il divieto di accesso ai minori a siti e piattaforme con contenuti vietati? Perchรฉ, come ricorda lโ€™Agcom, ยซi principi e i requisiti che i sistemi di verifica dellโ€™etร  devono rispettare sono diversiยป. Eccoli: ยซProporzionalitร  tra mezzi utilizzati e impatto sulla limitazione dei diritti; protezione dei dati personali, senza trattamento di informazioni come documenti di identitร  o dati biometrici; sicurezza informatica per mitigare i rischi di attacchi e tentativi di elusione; precisione ed efficacia nel contenimento degli errori nella determinazione dellโ€™etร ; funzionalitร , accessibilitร  e facilitร  dโ€™uso per gli utenti; inclusivitร  e non discriminazioneยป. Ben sapendo che la questione รจ complessa Agcom ha previsto momenti di ยซformazione e informazione per minori, genitori e personale educativoยป. Lo schema di regolamento รจ ora notificato alla Commissione europea per lโ€™ultimo vaglio prima della sua entrata in vigore. Insomma, siamo sulla buona strada. Ma non รจ cosรฌ dritta e nemmeno cosรฌ veloce come molti di noi vorrebbero. ยฉ riproduzione riservata

ยฉ RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire