Da Black Mirror alla realtà: la follia di Pump.fun, dove si viene pagati per umiliarsi

Taglie in criptovalute per gesti pericolosi e degradanti. E mentre il bisogno economico di chi li compie spinge a superare ogni limite, il web incassa sulla spettacolarizzazione del rischio
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August 25, 2026
Un uomo al pc
Pump.fun è una piattaforma nata per monetizzare la viralità, che trasforma le sfide estreme in vere e proprie ricompense
C'è una puntata di Black Mirror, una serie tv distopica, dal titolo "Common People", in cui l'operaio Mike, per pagare le cure sempre più care alla moglie gravemente malata, Amanda, inizia a raccogliere ricompense su un sito di streaming in cui gli spettatori pagano chiunque svolga i compiti richiesti: sfide che diventano via via più umilianti e distruttive. Lo specchio della società nella serie che porta alle estreme conseguenze certe tendenze, questa volta è già realtà su Pump.fun, una piattaforma in cui qualsiasi utente può depositare criptovalute e fissare una somma destinata a chiunque porti a termine una specifica azione e ne invii la prova video.
Pump.fun è nato sulla blockchain Solana per permettere di creare memecoin, ossia di monetizzare digitalmente su azioni stupide o divertenti che diventano dei token che si possono acquistare e scambiare e il cui valore dipende dall'attenzione social e dai trend virali. La piattaforma ha varcato una nuova soglia etica poi con l'introduzione di Go, una nuova funzione basata appunto sul meccanismo delle ricompense. Se in precedenza la spinta a compiere gesti sconsiderati nelle dirette streaming nasceva in modo indiretto nel tentativo di far salire la capitalizzazione di un token, il nuovo meccanismo ha praticamente contrattualizzato l'esibizionismo estremo. Le criptovalute ricavate, con alcuni passaggi, possono diventare soldi reali o comunque spendibili. È così che si può arrivare a guadagnare fino a più di 2.000 dollari per farsi tatuare sulla fronte qualcosa con tanto di dimostrazione video dell'esecuzione. Le ricompense possono arrivare anche a decine di migliaia di dollari a seconda dell'intensità della sfida, dal licenziamento a favore di camera a chi si ricopre interamente di Nutella o ancora incursioni in eventi sportivi, fino all'incendio di veicoli o a gesti al limite dell'incolumità personale. A essere ripagato è insomma il livello di umiliazione che si è disposti a superare in cambio di soldi dei quali evidentemente si ha necessità. Il sistema fa leva sul bisogno economico, spingendo le persone a mettere a repentaglio salute e reputazione per incassare la cosiddetta taglia. La moderazione dei contenuti si rivela spesso insufficiente e mentre gli utenti si espongono ai rischi, la piattaforma incassa commissioni su ogni transazione e scambio di token generato dal clamore mediatico di quelle umiliazioni.  Insomma, si vende la propria dignità per il divertimento di una comunità pagante. Un vero e proprio Squid Game.

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