Ma votare รจ un dovere o un obbligo? Serve convinzione, non basta la legge

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March 11, 2024
Caro Avvenire, domanda secca: esiste una differenza tra dovere di votare e obbligo di votare? Lo chiedo perchรฉ la conduttrice di โ€œTerza paginaโ€ ha affermato che essendo il voto alle elezioni un โ€œdovere, ma non un obbligoโ€, รจ consentito non votare. Non andare a votare avrebbe la stessa โ€œdignitร โ€ del voto perchรฉ รจ lโ€™unica possibilitร  concessa a chi non si riconosce in nessun candidato. Ma รจ davvero cosรฌ? Marina Del Fabbro Trieste Cara professoressa Del Fabbro, lei dice anche: chi apprezza un candidato lo vota, chi non ne trova nessuno meritevole lascia la scheda bianca; ma tutti dobbiamo andare ai seggi. Concordo con lei
(dallโ€™Abruzzo domenica
lโ€™ultimo campanello dโ€™allarme). Tuttavia, come spesso accade, molto dipende dai contesti. Partiamo dalla distinzione fra dovere, si suppone morale, e obbligo giuridico. Il primo riguarda una dimensione di convincimento personale, di motivazione civica o etica, che supera il calcolo razionale. La nostra singola preferenza non fa mai la differenza, per cui non vale di sobbarcarsi la fatica di contribuire alle elezioni. Ci sono perรฒ buone ragioni per compiere un gesto di partecipazione che unisce la comunitร , dร  legittimazione alle istituzioni e indica il valore riconosciuto delle procedure democratico-rappresentative. Diverso รจ il piano normativo, dove conta la prescrizione da rispettare al di lร  delle convinzioni. Fino al 1993 anche in Italia il voto era obbligatorio, eppure lโ€™astensione non era davvero sanzionata (esistevano al massimo elenchi dei โ€œreprobiโ€). Oggi, per fare un esempio, ritirare la scheda รจ imposto per legge in Belgio (dove alle Europee del 2019 lโ€™astensione รจ stata al 12%) e in Grecia (dove perรฒ ha raggiunto il 42%). Non dipende quindi solo dalle (ipotetiche) sanzioni. In Australia, dove le multe sono ancora in vigore, la partecipazione รจ in calo tra i giovani. Pertanto, sempre bene votare, con le opzioni consentite, scheda intonsa o nulla compresa. Questo nei Paesi liberi. Ma in Iran o (fra pochi giorni) in Russia disertare le urne rappresenta un forte segnale di disapprovazione dellโ€™intero sistema, una modalitร  che i politologi leggono come forma di espressione dei cittadini quando essi non hanno accesso a una competizione politica libera e trasparente. Perchรฉ allora il 35% dei nostri connazionali non ha votato alle Politiche del settembre 2022? La mia lettura รจ che pesino insieme disinteresse e declinante integrazione sociale. Per molti motivi, le persone non tengono in considerazione la sfera pubblica (accadeva pure in passato), nello stesso tempo non si sentono piรน vincolate ai riti collettivi (che invece erano rispettati, nello specifico per effetto dellโ€™appartenenza a forti culture valoriali e partitiche). Rialimentare e ravvivare il senso del โ€œdovere civicoโ€ allโ€™esercizio del voto, come definito dallโ€™articolo 48 della Costituzione, รจ un compito che spetta a tutti noi. Per non lasciare erodere le fondamenta della nostra convivenza. Viene in mente la splendida canzone โ€œLe elezioniโ€ di Giorgio Gaber (1976): ยซรˆ proprio vero che fa bene / Un poโ€™ di partecipazione / Con cura piego le due schede / E guardo ancora la matita / Cosรฌ perfetta e temperata / Io quasi quasi me la porto via / Democraziaยป. ยฉ riproduzione riservata

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