Ieri sera su Canale 5 si รจ conclusa Terra amara, ma gli appassionati di cose turche non sono rimasti a bocca asciutta, tuttโaltro, perchรฉ giร dal giorno precedente, venerdรฌ, hanno cominciato ad appassionarsi (beati loro) a La rosa della vendetta, che addirittura fa un salto di qualitร nellโinventarsi storie impossibili. Se Terra amara (di cui uno dei protagonisti, Aras Senol, ha nel frattempo vinto Lโisola dei famosi) procedeva sulle rive del Bosforo tra contrastate vicende amorose, sguardi languidi e frasi al miele, La rosa della vendetta abbandona Istanbul per trasferirsi nellโinterno, nella cittร di Bursa, che a suo tempo fu anche capitale dello Stato Ottomano, ma soprattutto si avventura nel racconto dellโodio di una madre verso il proprio figlio e viceversa, anzi: piรน viceversa. Ma andiamo con ordine. Zafer, la donna piรน bella di Bursa, abbandona il marito e i due figli, Gulcemal e Gulendam, per fuggire con un altro uomo. Il ragazzino Gulcemal, dopo che il padre si รจ suicidato per il dolore, rintraccia la madre e uccide lโamante. La donna a quel punto maledice il figlio: ยซAvrei voluto non averti fatto nascere. Nessuna donna ti amerร maiยป. Con un salto temporale ritroviamo Gulcemal adulto, ricco e potente, di nuovo in cerca della madre per unโulteriore vendetta. Da qui in poi, mentre entra in scena una misteriosa ragazza, ne succedono di tutte con una serie di intrecci imbarazzanti. In poche parole al drammone delle serie turche sembra non esserci limite. Pensavamo di aver giร visto tanto con la rammentata Terra amara e prima ancora, per limitarci a Canale 5, con Endless love (tuttora in onda), Bitter sweet e Cherry season, ma La rosa della vendetta ci fa ricredere e ci pone in maniera piรน decisa lโinterrogativo su come la Turchia sia potuta diventare il secondo esportatore di contenuti televisivi al mondo dopo gli Stati Uniti. ยฉ riproduzione riservata
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