Il Mendicante
giovedì 6 dicembre 2018
Doveva essere sabato, perché dietro casa c'era mercato.
Tenevo per mano il secondo figlio, sui sei anni.
Seduto sul marciapiede c'era un vecchio mendicante. Cercai una moneta in tasca. Nell'abbassare gli occhi colsi lo sguardo sul vecchio del bambino: meravigliato e attento, come se una domanda per la prima volta lo attraversasse. Ma non domandò nulla. E io non sapevo dire a uno di sei anni perché c'è, la miseria. In verità, non sapevo spiegarlo neanche a me.
Allungai la moneta al vecchio e guardai il bambino. Bernardo aveva occhi scurissimi. Ciò che gli vidi passare in quegli occhi mi fece sussultare. Uno stupore arrabbiato, un infantile sdegno: «Non è giusto». Non è giusto, che un vecchio mendichi per strada. Solo un istante, ma come un bagliore di rivolta.
Tenendolo più stretto per mano lo portai al mercato e gli indicai la frutta di maggio, e il banco del pesce con i polpi e i calamari, e quello dei fiori con le rose e i gelsomini: come dicendo, senti che profumi, guarda che colori, e quanta meraviglia. Incapace com'ero di parole, cercavo di mostrargli che c'è anche la bellezza, la gratuita, inspiegabile bellezza della realtà.
Mio figlio guardava il naso del pesce spada, e ora rideva. Ma nel fondo degli occhi una serietà nuova, come un'incrinatura: l'ombra di quella prima, acerba rivolta.
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