Abbiamo perduto il senso della realtà, ci restano soltanto sadismo e cattiveria
sabato 8 dicembre 2007
Dal giornalaio, su una copertina illustrata con una foto della Kidman, leggo questa frase: «Le cattive sono sexy». Non è vero, penso. Non c'è niente di più erotico e attraente di una donna non cattiva, ma buona, moralmente seria, istintivamente generosa, onesta e sensibile agli altri. La bontà comunica, anche fisicamente, più cose che la cattiveria. E senza la comunicazione non c'è eros, c'è sadismo e masochismo.
Il termine "sexy" naturalmente è una specie di feticcio su cui si può solo scherzare. Ma ho notato quella frase perché trovo squallide le mode "sadomaso". Si pensa che la cattiveria sia una cosa attraente da tutti i punti di vista, non solo erotico, ma intellettuale, politico, morale, estetico. Cattiveria è sinonimo di sadismo. E sadismo vuol dire piacere di infliggere sofferenza a un altro, magari con pretesti pedagogici e per amore di verità. Alla radice di molti comportamenti contemporanei c'è il sadismo, che a piccole dosi (aggressività gratuita, abitudinaria, verbale) può anche neutralizzare il peggio, ma non è escluso che prepari violenze più gravi. La pedofilia è una delle forme più diaboliche di sadismo. Si approfitta di chi è completamente inerme e indifeso e non riesce neppure a capire la natura del male che subisce. La pedofilia è puro bisogno di distruzione.
Non sono uno psicologo, ma vorrei avanzare l'ipotesi che il sadismo (e il masochismo: che è sadismo contro se stessi e al quadrato, perché gode del sadismo altrui al punto da provocarlo e subirlo) non sia altro che perdita di contatto con la vita reale. Il sadico e il masochista "non sentono" più la realtà di se stessi e degli altri, si sentono "tagliati fuori", separati e anestetizzati. Per sentire che la realtà esiste davvero devono aggredirla, ferirla, distruggerla e farsi distruggere. L'attuale deperimento del senso di realtà (che ha inizio fin dall'infanzia) annuncia distruzione. Per essere "cattivi" bisogna essere ottusi e sentirsi dei semivivi.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: