Onde e parole

La parola parte da una persona, mette in movimento l’aria, raggiunge un’altra persona e lì può produrre un effetto che chi l’ha pronunciata non controllerà più
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November 6, 2026
Onde e parole
Illuminated empty concert stage with smoke
Guardiamo un’onda arrivare sulla spiaggia e diciamo che il mare si sta avvicinando. Ma l’acqua che forma quell’onda non percorre necessariamente tutta la distanza dall’orizzonte fino ai nostri piedi.
Le particelle d’acqua oscillano e trasmettono energia alle particelle vicine. È la perturbazione a propagarsi. Un’onda è qualcosa che viaggia senza essere un oggetto trasportato interamente da un punto all’altro. Le onde sono ovunque. Il suono è un’onda meccanica: nasce da una vibrazione e ha bisogno di un mezzo materiale nel quale propagarsi. Quando parliamo, mettiamo in movimento l’aria. Quelle variazioni di pressione raggiungono l’orecchio di un’altra persona, fanno vibrare il timpano e vengono trasformate dal cervello in una voce, una parola, un significato.
Nel vuoto non potremmo sentirci. Le scene dei film nelle quali un’esplosione nello spazio produce un boato spettacolare sono molto efficaci, ma il cosmo non ha acquistato il relativo impianto audio.
La luce, invece, è un’onda elettromagnetica e può propagarsi anche nel vuoto. Le onde radio, le microonde, l’infrarosso, la luce visibile, l’ultravioletto, i raggi X e i raggi gamma appartengono tutte allo stesso spettro elettromagnetico. Cambiano frequenza e lunghezza d’onda; soltanto una piccolissima parte è visibile ai nostri occhi.
Questo significa che la realtà intorno a noi è attraversata da segnali che non possiamo percepire direttamente. Per captarli abbiamo costruito antenne, radiotelescopi, rivelatori e strumenti capaci di estendere i nostri sensi. La scienza non ci ha soltanto mostrato cose nuove: ha reso osservabile ciò per cui il nostro corpo non era attrezzato.
Le onde possiedono una caratteristica che dà il nome a questa rubrica: possono interferire. Quando due onde si incontrano, possono rafforzarsi oppure indebolirsi. Se le creste coincidono, l’ampiezza aumenta; se la cresta di una incontra il ventre dell’altra, possono cancellarsi parzialmente o completamente.
L’interferenza non distrugge le leggi delle singole onde. Produce un risultato nuovo dal loro incontro. Accade anche con la luce ed è proprio il comportamento di interferenza ad aver avuto un ruolo fondamentale nella comprensione della sua natura ondulatoria. Nella fisica quantistica, inoltre, l’interferenza compare nelle probabilità associate ai diversi possibili risultati. È uno dei punti in cui la realtà microscopica si allontana maggiormente dalle immagini del senso comune.
Anche una parola si propaga in modo simile a un’onda. Parte da una persona, mette in movimento l’aria, raggiunge un’altra persona e lì può produrre un effetto che chi l’ha pronunciata non controllerà più. Una frase può attraversare anni. Può rafforzarsi incontrando altre voci oppure essere cancellata da un rumore più forte.
Non siamo sempre responsabili di tutto ciò che gli altri capiranno, ma siamo responsabili delle onde che decidiamo di mettere in moto. Ci sono parole che aumentano il rumore e parole che permettono finalmente di ascoltare.
Qual è una parola che vi fa stare bene?
Potete inviare la vostra risposta a interferenze@avvenire.it, leggo tutto!

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