IV Domenica di Avvento
Anno B
In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una cittร della Galilea, chiamata Nร zaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: ยซRallรจgrati, piena di grazia: il Signore รจ con teยป. A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: ยซNon temere, Maria, perchรฉ hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesรน. Sarร grande e verrร chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darร il trono di Davide suo padre e regnerร per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrร fineยป (...)
Tra pochi giorni รจ Natale. E ci sentiamo ancora una volta impreparati. La liturgia allora ci prende per mano e ci accompagna, additando colei che meglio ha vissuto l'attesa di Dio: santa Maria. Con lei come modello, di colpo capiamo che cosa รจ il Natale: non il ricordo di un fatto storico accaduto in quel tempo, ma l'accoglienza di un fatto che avviene ora: l'incarnazione di un Dio che giร germina in me.
Il Vangelo dell'annunciazione comincia con sette nomi propri (sette รจ il numero della completezza) di luoghi e persone che affollano la pagina di Luca e mostrano che il venire di Dio coinvolge la totalitร della vita. Maria รจ cosรฌ importante perchรฉ รจ il punto di incontro tra Dio e la materialitร della nostra vita.
ยซL'angelo entrรฒ da leiยป, nella sua casa: un giorno qualunque, in un luogo qualunque, un annuncio consegnato nell'intimitร , nella normalitร di una casa. ร nella casa che Dio ti sfiora, ti tocca. Lo fa in un giorno di festa, nel tempo delle lacrime, quando dici alle persone che ami parole che si sognano eterne. ร cosรฌ bello pensare che Dio ti sfiora non solo nelle liturgie solenni delle Cattedrali, o in giorni speciali, ma soprattutto nella vita comune! Come nella Messa il sublime confina con una tovaglia, un calice e un pane, cosรฌ nella casa l'immenso si insinua nelle piccole cose finite di ogni giorno.
La prima parola dell'angelo รจ chรขire, gioisci, sii felice; non dice: ยซfai, alzati, inginocchiati, pregaยป; solo: ยซgioisciยป. Il primo Vangelo รจ lieta notizia e precede qualunque tua risposta. La fede ha radice nella gioia. Il perchรฉ della gioia รจ detto con la parola successiva: ยซpiena di graziaยป, riempita della vita di Dio, sei amata teneramente, gratuitamente, per sempre. Ecco il nome di Maria: ยซamata per sempreยป. Il mio nome.
L'angelo aggiunge: Il Signore รจ con te. In questa mia vita inadeguata il Signore รจ con me. In questa mia vita distratta e invasa, il Signore รจ ancora con me. L'angelo fa eco all'antica parola: sono stato con te, dovunque sei andato. Parole di un Dio innamorato, che nessuna creatura potrร mai dirti, per quanto ti ami; nessuno puรฒ affermare: sono stato con te, dovunque, sempre. Nessuno sarร con me dovunque io andrรฒ. Nessuno รจ stato con me in tutti i passi che ho compiuto, che ho perduto, che ho ritrovato, Dio solo. E quando Gesรน lascerร i suoi, l'ultima parola sarร eco della prima: Io sarรฒ con voi tutti i giorni, fino al consumarsi del tempo, al compiersi dell'incarnazione.
(Letture: 2 Samuele 7,1-5.8-12.14.16; Salmo 88; Romani 16,25-27; Luca 1,26-38.)
Anno B
In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una cittร della Galilea, chiamata Nร zaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: ยซRallรจgrati, piena di grazia: il Signore รจ con teยป. A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: ยซNon temere, Maria, perchรฉ hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesรน. Sarร grande e verrร chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darร il trono di Davide suo padre e regnerร per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrร fineยป (...)
Tra pochi giorni รจ Natale. E ci sentiamo ancora una volta impreparati. La liturgia allora ci prende per mano e ci accompagna, additando colei che meglio ha vissuto l'attesa di Dio: santa Maria. Con lei come modello, di colpo capiamo che cosa รจ il Natale: non il ricordo di un fatto storico accaduto in quel tempo, ma l'accoglienza di un fatto che avviene ora: l'incarnazione di un Dio che giร germina in me.
Il Vangelo dell'annunciazione comincia con sette nomi propri (sette รจ il numero della completezza) di luoghi e persone che affollano la pagina di Luca e mostrano che il venire di Dio coinvolge la totalitร della vita. Maria รจ cosรฌ importante perchรฉ รจ il punto di incontro tra Dio e la materialitร della nostra vita.
ยซL'angelo entrรฒ da leiยป, nella sua casa: un giorno qualunque, in un luogo qualunque, un annuncio consegnato nell'intimitร , nella normalitร di una casa. ร nella casa che Dio ti sfiora, ti tocca. Lo fa in un giorno di festa, nel tempo delle lacrime, quando dici alle persone che ami parole che si sognano eterne. ร cosรฌ bello pensare che Dio ti sfiora non solo nelle liturgie solenni delle Cattedrali, o in giorni speciali, ma soprattutto nella vita comune! Come nella Messa il sublime confina con una tovaglia, un calice e un pane, cosรฌ nella casa l'immenso si insinua nelle piccole cose finite di ogni giorno.
La prima parola dell'angelo รจ chรขire, gioisci, sii felice; non dice: ยซfai, alzati, inginocchiati, pregaยป; solo: ยซgioisciยป. Il primo Vangelo รจ lieta notizia e precede qualunque tua risposta. La fede ha radice nella gioia. Il perchรฉ della gioia รจ detto con la parola successiva: ยซpiena di graziaยป, riempita della vita di Dio, sei amata teneramente, gratuitamente, per sempre. Ecco il nome di Maria: ยซamata per sempreยป. Il mio nome.
L'angelo aggiunge: Il Signore รจ con te. In questa mia vita inadeguata il Signore รจ con me. In questa mia vita distratta e invasa, il Signore รจ ancora con me. L'angelo fa eco all'antica parola: sono stato con te, dovunque sei andato. Parole di un Dio innamorato, che nessuna creatura potrร mai dirti, per quanto ti ami; nessuno puรฒ affermare: sono stato con te, dovunque, sempre. Nessuno sarร con me dovunque io andrรฒ. Nessuno รจ stato con me in tutti i passi che ho compiuto, che ho perduto, che ho ritrovato, Dio solo. E quando Gesรน lascerร i suoi, l'ultima parola sarร eco della prima: Io sarรฒ con voi tutti i giorni, fino al consumarsi del tempo, al compiersi dell'incarnazione.
(Letture: 2 Samuele 7,1-5.8-12.14.16; Salmo 88; Romani 16,25-27; Luca 1,26-38.)
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