Giorgio, o della giovinezza
di Gioele Dix
Si resta giovani ogni giorno, ma si può invecchiare all’improvviso. Il finale non lo scegliamo noi
«Si ringiovanisce tutti i giorni e si invecchia di colpo». Me lo disse anni fa Giorgio Albertazzi durante una conversazione a notte fonda in un ristorante rimasto aperto solo per noi. Frase ad effetto com’era nel personaggio, eppure carica di verità. Proprio così: se hai la fortuna di stare bene e seguiti a coltivare curiosità e impegno, puoi far indietreggiare i giorni del tuo calendario, in senso strettamente poetico s’intende. Per un attore il segreto è tenere in continuo esercizio la memoria e conservare relazioni vive con i contemporanei, tenendo d’occhio i loro linguaggi e i loro gusti.
Ho visto all’opera colleghi ultranovantenni che si muovevano sulla scena (e nel mondo) con energia e lucidità ammirevoli. Un esempio per tutti, artisti e non. Quanto invece all’invecchiamento improvviso, possono capitare incidenti di percorso più o meno gravi che rompono l’equilibrio e fanno precipitare corpo e anima in un rapido declino. Risalire allora è molto difficile. E trovo altrettanto ingiusto giudicare chi non sa o non vuole farlo. Non ho mai sopportato la retorica del combattente. Preferisco prendere atto che il nostro percorso è a scadenza e che non sta a noi stabilire come e quando si esaurirà. È come un finale di spettacolo, ma non è nelle nostre mani. Per fortuna.
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