I fratelli de Maistre
Due fratelli scrittori agli antipodi: Joseph, difensore della monarchia, e Xavier, spirito libero e avventuroso. Converti in PDF
Difficile trovare, tra fratelli scrittori, una differenza così tanto grande, direi quasi incolmabile, come quella che ha riguardato Joseph e Xavier de Maistre. Il primo, molto amabile e soavemente mondano, lo si ricorda soprattutto ‒ ed è davvero ingiusto e limitativo ‒ come il sostenitore del diritto divino dei Re a governare, e, per di più, come l’autore d’un feroce e bieco elogio del boia, che possiamo leggere in quel libro per altro bellissimo che fu pubblicato postumo nel 1821 e intitolato Le serate di San Pietroburgo, idea per cui sarà vituperato nei secoli a venire.
Il secondo, irrequieto e incline al facile uso delle armi, costretto a causa d’un duello a 42 giorni di arresti domiciliari, durante i quali scriverà quasi per intero un Viaggio intorno alla mia camera di rara grazia poetica: un libro che sta a fondamento d’ogni esplorazione moderna di quel regno di pura libertà che è l’intelligenza, e composto meno di un anno dopo lo scoppio della Rivoluzione Francese, ma stampato soltanto nel 1795. Senza dire di quella transvolata che, da vero uomo d’azione, aveva compiuto a ventuno anni, allegramente emulando i fratelli Montgolfier, per magnificare le imprese della nuova scienza aeronautica in gloria del progresso.
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