Battiato l’onesto
Una dichiarazione di Franco Battiato sull’onestà diventa lo spunto per una riflessione sull’arroganza di chi si considera moralmente superiore agli altri
Non so più chi fosse il solito noto politico siciliano condannato in via definitiva per aver favorito chissà quale boss mafioso. L’unica cosa certa è questo appunto che, in quell’occasione, avevo trascritto per l’occasione su un foglietto volante. Si tratta di una dichiarazione di Franco Battiato, il grande artista idolatrato quanto nessun altro. Che dichiarava: «Cartesio in una delle sue lettere si rammaricava del fatto che nel mondo ci fossero poche persone oneste. Se queste persone si riunissero per vivere insieme lascerei il mio eremo e andrei ad abitare con loro». Lungi dal condividerlo, questo pensiero edificante mi irrita profondamente e mi rafforza nel sospetto verso la celebrata disposizione sapienziale del celebre cantautore, sempre in cerca di centri di gravità permanenti.
Il sincretico Battiato si compiace qui della parte del buono. Però mi chiedo: quanta arroganza c’è nelle parole di un uomo che con disinvoltura si inscrive tra le persone cosiddette perbene dopo aver affermato, con Cartesio, che ve ne sono pochissime al mondo? Mi fa sempre molta paura il moralista che si mette a fare lezioni di moralità. Le mozioni di onestà (la propria) mi hanno sempre lasciato perplesso. L’esperienza insegna che, quando le si agita con troppa convinzione, si va sempre a finire male.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire

