Se Trump cambia nome anche alla Storia?

di Fabio Carminati
Falliti i negoziati con il Canada e imposti i soliti pesanti dazi, il presidente statunitense ha ordinato di cambiare il nome del Lago Ontario che separa di due Paesi: si chiamerà America
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September 6, 2026
Se Trump cambia nome anche alla Storia?
Per ben 74 giorni, quarantaquattro anni fa, Regno Unito e Argentina se le dettero di insana ragione per un gruppo di isolette annegate nell’Atlantico Meridionale: per la regina erano le inglesi Falkland ma per i generali di Buenos Aires erano sempre state le argentine Malvinas. Alla fine, si dovette morire pure per un nome oltre che per l’affermazione di un impero ormai caduto a pezzi quasi ovunque ma non nelle Falkland, e per un generale - Leopoldo Fortunato Galtieri – il quale cercava il consenso popolare sfruttando il mito nazionale delle Malvine per distogliere l'attenzione dalla grave crisi economica interna. Lo stesso che in questi giorni sta facendo Javier Milei, con l’aiuto di Trump, rivendicando le isole contese con Londra. Galtieri, si sa, qualche mese più tardi andò a fondo con tutta la pletora di dittatorelli che lo circondavano. Colato a picco anche lui come il simbolo della scalcinata flotta argentina, l’incrociatore General Belgrano che l’oceano si divorò il 2 maggio del 1982 segnando di fatto la fine della guerra. Chissà anche Milei rischia già la poltrona?
Il ricordo torna ora alla mente insieme alle ultime gesta di un maestro riconosciuto della mistificazione dei nomi, della narrazione e delle verità come Donald J. Trump. Perché la recente impresa del novello Magellano (anche lui si era cambiato il nome passando ai servizi del re di Spagna), dopo aver rinominato la sala da ballo in stile Versailles fatta costruire alla Casa Bianca o trasformato in Golfo del Messico in quello d’America, è stata la cancellazione dalle carte geografiche Made in Usa del Lago Ontario: lo specchio d’acqua che separa lo Stato di New York (che gli ha dato i natali) dall’ormai dichiaratamente odiato Canada. Dalla fine dell’estate dovrà essere chiamato Lago America.
Carta intestata, timbri e firma del presidente lo hanno stabilito. E, come le altre modifiche, i fedeli e solerti cartografi di Apple Maps sono stati i primi a obbedire.
Chiaramente per non finire stritolato nella disputa commerciale tra il primo ministro Mark Carney e l’inquilino del 1.600 di Pennsylvania Avenue, il colosso degli iPhone ha scelto la strada inaugurata da Ponzio Pilato: la modifica è stata apportata per gli apparecchi degli utenti residenti negli Stati Uniti, mentre quelli canadesi continueranno a visualizzare il Lago Ontario.
La scelta è stata accelerata dal fallimento dei negoziati commerciali tra i due Paesi confinanti alla fine del mese scorso, con Washington che ha imposto nuove tariffe del 50 per cento su merci canadesi per un valore di 20 miliardi di dollari. Il cambiamento del nome sfiora, come tante altre iniziative simili, il ridicolo. Impossibile dimenticare la lettera di Trump, su cui tanto hanno ironizzano i media a lui “infedeli”, inviata al primo ministro norvegese Jonas Store all’indomani dell’assegnazione del premio per la Pace ad altri (e non a lui): «Senza Nobel non mi sento obbligato a pensare alla pace», aveva chiosato alla stregua del bambino che si porta via il pallone perché non lo fanno giocare.
Nella guerra dei Grandi Laghi il tycoon è andato anche oltre con l’aiuto della salvifica surrogata intelligenza artificiale. Il presidente ha pubblicato sui social media diversi video generati dall'IA, tra cui una clip in cui rovescia un cartello del Lago Ontario e lo sostituisce con un altro che recita "Benvenuti al Lago America".
In risposta, sulle rive del più piccolo dei cinque bacini raccontati da Ernest Hemingway, il governo locale canadese ha invece installato un grande cartello con la scritta "Lago Ontario. Ora e per sempre". E, aggiungono sempre i maligni del nord, «Trump è vero che è “ora”, ma non “per sempre”».

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