
Deflagra il caso del senatore azzurro Francesco Silvestro, accusato da una donna di aver abusato di lei nel suo ufficio di Palazzo Madama. Lui nega ogni addebito ma il presidente del Senato Ignazio La Russa vuole vederci chiaro e ha chiesto ai questori di procedere agli accertamenti necessari per le successive valutazioni di competenza del Consiglio di Presidenza. Domani li incontrerà per decidere come proseguire.
Tutto nasce da un articolo pubblicato da Repubblica, nel quale si dà conto della denuncia della donna, indicata come V., 52enne agente di commercio di vini di pregio, professionista autonoma con radici emiliane ma residente nel Sud Italia. Stando al suo racconto, avrebbe subito violenze nel pomeriggio del 25 febbraio dello scorso anno, nel corso del primo incontro avuto con Silvestro. Un incontro favorito dal carabiniere A.P. che si sarebbe rivolto alla rappresentante per una fornitura di bottiglie per l'inaugurazione della villa a Capri del parlamentare campano, collezionista di vini. Secondo la ricostruzione offerta dalla donna Silvestro l'avrebbe «costretta» ad avere rapporti sessuali «senza alcun consenso né espresso né implicito». La querela è arrivata dopo oltre un anno: «Sono stata in terapia, ero sotto choc – la motivazione del ritardo avanzata da V. -. E ho avuto paura. Sono stata intimidita da un amico del senatore, un carabiniere anche suo lontano parente. Ha cercato di dissuadermi dal fare la querela: “Se denunci, ti rovini la vita. Pensaci bene, i politici hanno un potere che neanche ti immagini. Se lo fai, non lavorerai più”».
Da parte sua, Silvestro, 55 anni, imprenditore nell’azienda di famiglia, colosso nel settore dei materassi, ha negato ogni addebito: «Quando mai. Poi, modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale...». E ancora: «Non è successo nulla. Io non ho ricevuto nessuna carta, nessun atto di indagine. Vediamo. Poi ci divertiamo». Silvestro è stato chiamato anche dalla capogruppo di FI in Senato, Stefania Craxi, e si è confrontato con i suoi legali. Si è detto stupito e totalmente estraneo ai fatti, come ha assicurato l'avvocato Roberto Guida, spiegando che il suo assistito non ha ricevuto notizie di procedimenti a suo carico e, se necessario, è pronto a chiarire ogni aspetto della vicenda. Lo stesso senatore si è poi scusato per i toni usati in un primo momento pur ribadendo la sua estraneità ai fatti: «Sono stato colto di sorpresa da quanto mi veniva attribuito, un episodio e accuse rispetto alle quali ho già dichiarato attraverso il mio legale stupore e totale estraneità. Mi sono anche dichiarato pronto, da subito, a fornire tutti i chiarimenti necessari. Mi scuso, e lo ripeto, per espressioni che credevo colloquiali, considero comunque sbagliate e che nel contesto di una telefonata possono aver generato fraintendimenti o leso sensibilità».
Le opposizioni sottolineano la gravità delle accuse. La dem Valeria Valente ha esortato la commissione Femminicidio a «interessarsi alla vicenda». Ma per la presidente dell’organismo, Martina Semenzato, «le indagini competono unicamente alla magistratura», posto che «la violenza sessuale è un reato gravissimo» e i «giudizi affrettati» danneggiano chi denuncia e chi è accusato.
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