Il "riconoscimento facciale preventivo": cos'è e perché divide la politica

di Redazione romana
Diverrebbe possibile (integrato con l’IA) anche in piazza, allo stadio o nei cortei solo per prevenire reati.
Magi (+Europa): da Fratelli d’Italia al Grande Fratello è un attimo
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July 30, 2026
Il "riconoscimento facciale preventivo": cos'è e perché divide la politica
EPA/ERIK S. LESSER
Ampliare l’uso del riconoscimento facciale (integrandolo con l’Intelligenza artificiale) per aiutare le forze dell’ordine non solo a punire crimini gravi, ma anche a prevenire. In piazza, allo stadio oppure a un corteo. Lo prevede un decreto legislativo che recepisce l’Ai Act europeo, dopo l’accelerazione impressa dal Governo in commissione Politiche europee al Senato. Contrarie invece le opposizioni, che temono profilazioni di massa dei cittadini: il testo prevede infatti la possibilità di usare l’Ia per identificare cittadini presenti anche a normali manifestazioni, sia pure solo a certe condizioni. Tra i punti controversi c'è in particolare l'articolo 8 che disciplina l'uso di sistemi di Ia per l'identificazione biometrica remota in tempo reale di persone in luoghi pubblici da parte delle forze di polizia. Due le condizioni: la necessità di prevenire specifiche e gravi minacce terroristiche, oltre alla richiesta motivata di soggetti specifici e in posizione di vertice.
In casi di urgenza – e soprattutto qui arrivano le critiche dell’opposizione – è però prevista la possibilità di attivazione immediata dei sistemi su iniziativa delle forze di polizia, previa comunicazione (anche solo in forma orale) al procuratore della Repubblica e richiesta di autorizzazione da presentare entro le 24 ore seguenti. L’autorità giudiziaria avrebbe poi altre 24 ore per rispondere. Altro articolo controverso è il 10, che regola l'uso di sistemi di videosorveglianza con riconoscimento facciale a posteriori, integrato dall'IA; è ammesso esclusivamente dopo la commissione di un reato, anche tentato, e al solo fine di identificare persone già indiziate. Quando ci sono particolari esigenze di ordine e sicurezza pubblica, l'installazione di questi sistemi può comportare il trattamento automatizzato dei dati biometrici delle persone che accedono ai luoghi o agli eventi – ad esempio uno stadio o un concerto –, con memorizzazione in una banca dati di riferimento. Questi dati personali sono conservati per sette giorni dalla raccolta.
In commissione, la maggioranza tira dritto e dà parere favorevole, Pd e M5s chiedono un rinvio. Di fronte al rifiuto, l’opposizione lascia i lavori, denunciando un “blitz”. «Che si usi la tecnologia per individuare e fermare i criminali è positivo, ma che si utilizzi l'Ia per fare una profilazione di massa dei cittadini che partecipano a eventi politici è totalmente inaccettabile», attacca Angelo Bonelli (Avs). Mentre per Riccardo Magi (+Europa) «da Fratelli d’Italia a Grande fratello d’Italia è un attimo». È «un altro mattoncino dello Stato di polizia», incalza il dem Filippo Sensi. Per il centrosinistra, infatti, si tratterebbe di un modo per aggirare il modello cinese di “sorveglianza generalizzata”, bocciato anche dall’Ue.

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